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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 534/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato la sentenza del Tribunale di Asti del 22/06/2020 che ha prosciolto Francesco Migliore per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. in relazione al reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere (coltellino a serramanico, 16 cm totali, 7 cm di lama). Il ricorrente contestava l'erronea applicazione dell'art. 131-bis e la carenza motivazionale ai sensi dell'art. 125, comma 3, cod. proc. pen., lamentando l'assenza di una ricognizione delle circostanze e delle modalità della condotta per apprezzarne la ridotta gravità. Inoltre sosteneva che la sola incensuratezza non giustificava la causa di non punibilità, osservando che il fatto era avvenuto di notte e che l'imputato deteneva anche circa 2 grammi di cannabis.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso (decisione dell'11/11/2021). Ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione del Tribunale, che aveva collegato il porto del coltello alla necessità di tagliare la sostanza stupefacente e non a finalità offensive, evidenziando anche l'occasionalità del fatto e la scarsa attitudine offensiva dell'arma. La Corte ha osservato che il ricorrente in realtà chiedeva una rivalutazione del merito, cosa preclusa al giudice di legittimità, e che non sussisteva un vizio motivazionale tale da giustificare l'ammissione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede una valutazione complessiva e congiunta delle peculiarità della fattispecie concreta; la Corte ha ritenuto applicabile la norma dopo aver accertato la ridotta gravità della condotta nel contesto concreto.

  • art. 133 cod. pen.

    Va considerato, ai fini della valutazione della tenuità, il complesso delle modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo.

  • art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110

    Norma richiamata in relazione alla fattispecie di porto di armi o oggetti atti ad offendere; la Corte prende in considerazione l'attitudine offensiva dell'oggetto sequestrato nella valutazione della gravità.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente in ordine ai requisiti motivazionali; la Corte ha ritenuto che la sentenza di merito avesse motivato adeguatamente la decisione, escludendo la nullità o la carenza di motivazione denunciata.

  • legge 20 febbraio 2006, n. 46

    Richiamata in riferimento al ruolo della Corte come giudice della motivazione, che non può sostituirsi al giudice di merito nel riesame dei fatti.

  • Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui la valutazione della particolare tenuità richiede un giudizio complesso e congiunto delle peculiarità della fattispecie concreta.

  • Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015, Rv. 262965

    Richiamata per il principio che in sede di legittimità non sono ammissibili censure che implichino una diversa valutazione del merito o della persuasività delle prove, salvo vizi gravi di motivazione.

Massime di principio

  • L'applicazione dell'art. 131-bis richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo (art. 133): non basta la sola incensuratezza.
  • La motivazione del giudice di merito deve indicare in concreto perché la fattispecie presenti ridotta offensività; se ciò è fatto in modo coerente non è sindacabile in Cassazione come nuovo esame del merito.
  • Il possesso di un oggetto potenzialmente offensivo può essere valutato meno gravemente se contestualizzato da finalità non violente (es. uso per tagliare stupefacente), ma tale ricostruzione deve essere adeguatamente motivata.
  • La Corte di Cassazione è giudice della motivazione: può rilevare mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà, ma non può sostituirsi al giudice di merito per una diversa ponderazione delle prove.
  • Per il Pubblico Ministero, per impugnare con successo un proscioglimento per particolare tenuità occorre dimostrare un vizio della motivazione evidente o un errore di diritto, non la semplice preferenza per una diversa lettura dei fatti.

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