Cassazione Penale, Sentenza n. 24652/2022 del 24/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Pisa che non aveva convalidato l'arresto in flagranza per furto pluriaggravato; il PM denunciava che il Giudice aveva confuso la valutazione sulla flagranza (giudizio ex ante) con una valutazione di merito sulla partecipazione materiale e psicologica dell'imputata, non riconoscendo il concorso e pertanto non convalidando l'arresto
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato il Giudice del Tribunale per avere compiuto una valutazione di merito anziché limitarsi al controllo ex ante della legittimità dell'arresto. Dagli atti risultavano elementi immediatamente percepibili dalla Polizia giudiziaria (la donna vicino all'autore materiale, seduta sull'auto in cui era versato il carburante sottratto), tali da giustificare il ragionevole convincimento della flagranza e la funzione di 'palo'. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati rimessi al Tribunale di Pisa
Norme richiamate
art. 380 c.p.p.
La Corte richiama che il giudice della convalida deve accertare l'ipotizzabilità dei reati richiamati dall'art. 380 nel momento dell'arresto, valutando la ragionevolezza dell'operato delle forze di polizia senza entrare nel merito della responsabilità
art. 381 c.p.p.
Collegata all'art. 380, riguarda le ipotesi di arresto in flagranza; interpretata come elemento di riferimento per la valutazione ex ante della sussistenza del reato
art. 391 comma 4 c.p.p.
Richiamato nel ricorso come norma procedurale collegata alla convalida/arresto; la Corte considera pertinente la verifica dei termini e delle condizioni procedurali
artt. 386 e 390 c.p.p.
Indicano i termini e le formalità cui il giudice della convalida deve attenersi; la Corte sottolinea l'obbligo di verificarne il rispetto
Giurisprudenza: Sez. 6, sent. 48471/2013 (Rv 258230)
Richiamata per il principio consolidato che il controllo del giudice in sede di convalida deve limitarsi alla valutazione di ragionevolezza circa lo stato di flagranza e non alla valutazione della gravità indiziaria o della responsabilità
Massime di principio
- In sede di convalida dell'arresto in flagranza il giudice deve effettuare un controllo ex ante: verificare termini procedurali e se, sulla base degli elementi immediatamente percepibili dagli agenti, era ragionevole ritenere sussistente la flagranza o l'ipotizzabilità del reato
- Non è compito del giudice della convalida valutare la gravità indiziaria, le esigenze cautelari o accertare la responsabilità dell'indagato: tali valutazioni appartengono alle fasi successive (applicazione di misure, merito)
- La presenza vicino al luogo del fatto, il trovarsi nell'auto dove è stato versato il bene sottratto o altre circostanze direttamente osservabili dagli agenti possono costituire indizi sufficiente per convalidare l'arresto come funzione di 'palo' o partecipazione immediata
- Se il giudice supera il limite del controllo ex ante e decide sulla colpevolezza o sulla partecipazione in termini di merito, la decisione di non convalida è suscettibile di annullamento da parte del giudice superiore
- Gli operatori di polizia devono documentare le circostanze fattuali e la ragionevolezza del loro convincimento al momento dell'arresto: una corretta ricostruzione formale rafforza la legittimità della convalida
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