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Sentenza

Sentenza del 10/11/2017 n. 26635 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della C.T.R. del Lazio che aveva annullato l'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2004. L'Amministrazione ha denunciato la violazione e falsa applicazione dell'art. 67, comma 1, lett. b), ultima parte, del T.U.I.R., sostenendo che la plusvalenza derivante dalla vendita di una quota di terreno edificabile dovesse essere determinata al momento della cessione e non al momento della successione ereditaria. La C.T.R. aveva escluso la tassazione ritenendo assente un intento speculativo, poiché il terreno era soggetto a vincolo di inedificabilità assoluta quando era stato ereditato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo errata la decisione della C.T.R. Poiché il terreno era divenuto edificabile dopo la successione e prima della vendita, la plusvalenza si è realizzata al momento della cessione, quando il bene era suscettibile di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti. La sentenza impugnata è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente contro l'avviso di accertamento. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre il contribuente è stato condannato a rimborsare all'Agenzia delle Entrate le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 2.800 euro oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Art. 67, comma 1, lett. b), ultima parte, T.U.I.R.

    in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione

    La plusvalenza derivante dalla cessione onerosa di un terreno edificabile è imponibile quando, al momento della vendita, il terreno risulta edificabile secondo gli strumenti urbanistici vigenti. Non è necessario dimostrare un autonomo intento speculativo del venditore.

  • Art. 369 c.p.c.

    Ai fini della tempestività del deposito del ricorso per cassazione notificato tramite servizio postale, rileva, per il ricorrente, la data di consegna del plico all'ufficio postale.

Massime di principio

  • Per la tassazione della plusvalenza su un terreno, nei casi previsti dall'art. 67, comma 1, lett. b), T.U.I.R., assume rilievo la situazione urbanistica esistente al momento della cessione, non quella esistente quando il terreno è stato acquistato o ricevuto per successione.
  • Se un terreno diventa edificabile tra la successione e la vendita, la plusvalenza realizzata con la cessione può essere assoggettata a tassazione anche se, al momento dell'eredità, il terreno era assolutamente inedificabile.
  • In presenza di un terreno edificabile al momento della vendita, l'imponibilità della plusvalenza opera "in ogni caso" e non dipende dalla prova di un intento speculativo personale del contribuente.
  • La data rilevante per individuare la realizzazione della plusvalenza è quella della cessione onerosa, mentre la successione costituisce il momento di acquisizione del bene e non quello di realizzazione della plusvalenza.
  • Nel giudizio di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può cassare la sentenza e decidere direttamente nel merito, rigettando la domanda o il ricorso originario.

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