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Sentenza

Sentenza n. 1112/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'annullamento - del verbale di scrutinio finale del -OMISSIS- del Consiglio di Classe della 5° -OMISSIS- dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Socio Sanitari “-OMISSIS-” di Pistoia - -OMISSIS-, riferito all’anno scolastico 2023/2024 ed attestante la non ammissione del Sig. -OMISSIS- -OMISSIS-all’esame di maturità; - della valutazione finale pubblicata ove il Sig. -OMISSIS- -OMISSIS-risulta avere riportato i seguenti voti nelle seguenti materie: informatica 3/10; matematica 4/10; tecniche professionali 5/10; storia 5/10; diritto ed economia 5/10; italiano 5/10 e di ogni altro atto precedente, successivo, conseguente e/o consequenziale lesivo dell’interesse del Sig. -OMISSIS- -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202401222

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale di scrutinio finale e valutazioni con cui lo studente non è stato ammesso all'esame di Stato dell'anno scolastico 2023/2024

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Lo studente ha impugnato il verbale di scrutinio finale del consiglio di classe e gli atti connessi, contestando la non ammissione all'esame di Stato e le valutazioni riportate in alcune materie, pari a 3/10 in informatica, 4/10 in matematica, 5/10 in tecniche professionali, storia, diritto ed economia e italiano. L'Amministrazione si è costituita chiedendo il rigetto del ricorso. L'istanza cautelare era stata respinta con ordinanza n. 513/2024. Successivamente, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendo la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., senza esaminare nel merito la legittimità del verbale di scrutinio e delle valutazioni scolastiche. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione e dichiarare, fino a quando la causa è trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia; in tal caso il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate, considerata l'adesione dell'Amministrazione alla richiesta del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni applicabili alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo opera in senso ampio: il ricorrente può disporre dell'azione e dichiarare, fino a quando la causa è trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia di merito.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse e non può decidere la controversia nel merito d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse comporta l'improcedibilità del ricorso anche quando l'originaria controversia riguardi la legittimità di valutazioni scolastiche e della non ammissione a un esame, impedendo l'esame dei motivi di impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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