Sentenza del 19/02/2015 n. 988 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - Indagini - Pvc - Srl in liquidazione - Cessione ramo d'azienda - Mancato versamento imposte - Sequestro conservativo - Esigenza di tutelare la garanzia del credito - Periculum in mora - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la possibilità di applicare il sequestro conservativo sulle somme e sui beni di una società in liquidazione che, mediante la cessione di rami d'azienda, aveva dato vita ad altre imprese senza avere previamente estinto il debito fiscale. L'Amministrazione ha ravvisato il concreto rischio che tali operazioni rendessero più difficile o impossibile la riscossione del credito tributario. Il presupposto cautelare è stato individuato nel periculum in mora, ossia nel fondato timore di perdere la garanzia patrimoniale del credito erariale.
La decisione
Il sequestro conservativo è stato ritenuto applicabile. La cessione dei rami d'azienda e la liquidazione della società, in assenza del pagamento delle imposte dovute, giustificano l'adozione di una misura cautelare quando fanno temere una dispersione del patrimonio o una compromissione della garanzia del credito fiscale. Il giudice deve comunque valutare e bilanciare gli interessi contrapposti: da un lato, l'interesse pubblico alla riscossione tempestiva ed esatta delle imposte; dall'altro, il diritto del debitore a non subire un pregiudizio personale sproporzionato.
Norme richiamate
D. lgs. n. 472/1997, art. 14
La disposizione è richiamata nell'ambito della responsabilità e delle garanzie connesse a operazioni societarie e al trasferimento di attività, rilevanti per la tutela del credito tributario.
D. lgs. n. 472/1997, art. 22
Consente l'adozione di misure cautelari a tutela dei crediti tributari quando sussistono i presupposti della pretesa fiscale e il rischio che il patrimonio del debitore non costituisca più una garanzia adeguata.
Legge n. 212/2000, art. 12
È richiamato quale disposizione dello Statuto dei diritti del contribuente nell'ambito dei rapporti tra contribuente e Amministrazione finanziaria e delle garanzie riconosciute al privato durante l'attività di controllo.
Massime di principio
- Il sequestro conservativo può essere disposto a tutela del credito fiscale quando operazioni di liquidazione, cessione di rami d'azienda o trasferimento di beni rendano concretamente probabile la dispersione della garanzia patrimoniale.
- Non è necessario attendere l'effettiva sottrazione dei beni: è sufficiente un pericolo concreto e attuale che renda incerta o più difficile la futura riscossione.
- La mera esistenza di un debito tributario non basta da sola; devono emergere sia elementi che sostengano la pretesa fiscale sia circostanze specifiche indicative del rischio di insolvenza o depauperamento patrimoniale.
- La misura cautelare deve rispettare un criterio di proporzionalità, bilanciando l'interesse pubblico alla riscossione con la tutela della posizione personale e patrimoniale del debitore.
- Le operazioni societarie effettuate prima del pagamento delle imposte possono essere valutate complessivamente dal giudice per verificare se abbiano ridotto la garanzia del credito erariale o creato situazioni difficilmente reversibili.
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