Cassazione Penale, Sentenza n. 36184/2023 del 30/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la sua condanna per il reato associativo ex art. 74 d.P.R. n. 309/1990 (capo 81), sostenendo che: le sue condotte erano al più concorso di persone nel reato e non partecipazione a un'associazione; l'impostazione accusatoria aveva equivocato il gruppo familiare per un'organizzazione criminosa; mancavano elementi organizzativi concreti (utenze intestate agli stessi utilizzatori, uso diffuso di messaggistica crittografata per attività lecite, assenza di prova della disponibilità di auto modificate da parte di Qemalli); l'affermazione di una base logistica in Olanda era infondata, anche perché relative imputazioni erano state assolte definitivamente in altro capo; non vi era prova di significativa disponibilità economica della famiglia; la presunta "base" nell'abitazione di Dema Ardiani era illogica e frutto di travisamento; infine si contestava la mancanza del dolo specifico di partecipazione e l'ingiustificata statuizione di espulsione per pericolosità sociale, atteso l'atteggiamento post-fatto del ricorrente, la sua incensuratezza e la situazione familiare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto definitivamente provata l'esistenza dell'associazione ex art. 74 d.P.R. n. 309/1990, richiamando precedente pronuncia (sent. n. 12918/2021) che ha dichiarato inammissibili ricorsi dei coimputati e confermato l'impianto fattuale sul gruppo albanese capeggiato da Seferi Ylli. Quanto a Qemalli, la Corte ha confermato la valutazione del merito secondo cui egli era posto "a disposizione" del sodalizio con il ruolo di corriere: rilevanti i viaggi in Olanda (maggio e giugno 2016), il contesto delle conversazioni intercettate, il rinvenimento di denaro occultato in veicolo utilizzato per i viaggi, il comportamento tenuto (abbandono dell'auto a seguito di rilevatore GPS e ritorno in treno) e l'assenza di spiegazioni alternative convincenti. La Corte ha chiarito che l'assoluzione dai reati "fine" non esclude la partecipazione al reato associativo, essendo quest'ultimo autonomo rispetto ai reati-fine. Le doglianze sul presunto "travisamento" sono state rigettate per mancanza di specificità e prova degli atti indicati. Anche la censura sull'espulsione è stata dichiarata inammissibile: la Corte territoriale, in modo non illogico, aveva valutato la pericolosità del ricorrente sulla base della gravità delle condotte e della sua fedeltà al sodalizio, e la difesa non aveva fornito elementi concreti per un bilanciamento favorevole.
Norme richiamate
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
La configurazione del reato associativo non richiede la prova della commissione dei "reati-fine"; l'associazione è autonoma rispetto ai reati di lucro e può essere dimostrata mediante strutturazione organizzativa, ripartizione di compiti, reiterazione di importazioni e rapporti esteri. I legami familiari possono svolgere funzione di "collante" rafforzativa dell'affectio societatis.
art. 235 cod. pen. e art. 86 d.P.R. n. 309/1990
Consentono la misura dell'espulsione per pericolosità sociale; il giudice deve valutare la pericolosità alla luce della gravità delle condotte e delle condizioni personali, senza però un automatismo: l'assenza di elementi probatori idonei a riequilibrare la valutazione può giustificare il provvedimento.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. (giurisprudenza interpretativa)
Il vizio per "travisamento" in Cassazione richiede specificità: indicazione dell'atto processuale, del dato probatorio incompatibile, prova della verità dell'elemento invocato e dimostrazione che esso compromette decisivamente la motivazione; in caso di "doppia conforme" il travisamento può essere dedotto solo se un dato è stato per la prima volta introdotto nella motivazione di secondo grado.
Massime di principio
- La sussistenza di un vincolo familiare tra più soggetti non esclude la configurabilità di un'associazione per delinquere: i rapporti parentali possono costituire un elemento rafforzativo dell'affectio societatis qualora emergano compiti ripartiti e attività coerenti e durature.
- L'assoluzione dai reati "fine" non impedisce la condanna per associazione: il reato associativo è autonomo e può essere provato anche senza la piena prova delle singole importazioni o cessioni contestate.
- Viaggi ripetuti all'estero con modalità riconducibili a un "modus operandi" da corriere (veicoli predisposti, occultamento di denaro, circostanze intercettate) possono essere considerati elementi probatori significativi della partecipazione all'organizzazione, anche se singole tratte non sono penalmente provate.
- L'affermazione di un "travisamento" della prova in Cassazione richiede contestazioni precise e documentate: generiche critiche al giudizio del merito sono inammissibili se non accompagnate dall'indicazione e dalla prova degli atti specifici ritenuti erroneamente valutati.
- Per la misura di espulsione il giudice deve operare un bilanciamento tra interesse alla sicurezza sociale e situazioni personali dell'imputato; tuttavia, la mancanza di elementi probatori concreti a favore dell'imputato rende difficile ribaltare una valutazione di pericolosità fondata sulla gravità delle condotte.
- In sede di legittimità non è consentita una nuova rivalutazione degli elementi di fatto ove la motivazione di merito sia razionale e coerente: la Corte di Cassazione controlla vizi di legge e motivazione, non rifà il processo di merito.
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