Cassazione Penale, Sentenza n. 10944/2023 del 14/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cerizza, in qualità di Segretario comunale e responsabile del procedimento di esproprio del Comune di Craveggia, è stato imputato di falso ideologico (art. 479 c.p., in relazione all art. 476 co. 2 c.p.) per avere, con il decreto di esproprio n. 68 del 3.6.2014 da lui sottoscritto, attestato la sussistenza della pubblica utilità di terreni che, salvo atti amministrativi successivi, risultavano invece dichiarati privi di pubblica utilità in atti del Comune (delibera di giunta n. 41 del 6.05.2014 e determina n. 35 del 7.05.2014, entrambi sottoscritti dallo stesso Cerizza). In cassazione il ricorrente ha invocato quattro censure: mancata rinnovazione istruttoria in appello (escussione o acquisizione di dichiarazioni scritte del sindaco Giovanola), insufficienza e erronea valutazione probatoria rispetto al contrasto tra atti amministrativi, errata applicazione di regole di diritto amministrativo circa la revoca/risoluzione del procedimento espropriativo, e vizio nella determinazione della sanzione non coerente con la parziale riduzione delle contestazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue censure. Ha ritenuto che: la richiesta di rinnovazione istruttoria in appello non fosse "nuova" e non decisiva ai sensi dell art. 603 c.p.p.; la falsità ideologica era integrata dalla attestazione della persistente pubblica utilità nel decreto di esproprio nonostante atti precedenti e concordanti che ne negavano la pubblica utilità; la valutazione dell elemento soggettivo (dolo generico) era corretta, alla luce della partecipazione dell imputato alla formazione degli atti contraddittori e della stipula di un accordo bonario che dimostrava consapevolezza; gli atti amministrativi del 6 e 7 maggio 2014 erano da considerarsi efficaci provvedimenti idonei a revocare la rilevanza pubblicistica e quindi a fare venire meno il presupposto per il decreto di esproprio; la determinazione della pena e il rifiuto della sospensione condizionale sono stati motivati adeguatamente, tenuto conto del precedente penale e della mancanza di segni di resipiscenza. Pertanto la condanna è stata confermata e il ricorso rigettato.
Norme richiamate
Codice penale - art. 479
Regola il falso ideologico in atto pubblico; interpretato nel senso che integra il reato l attestazione non veritiera o l omissione di informazioni essenziali in atto pubblico che genera affidamento dei terzi
Codice penale - art. 476 comma 2
Riferimento al tipo di atto pubblico disposito; utilizzato per collegare il decreto di esproprio alla fattispecie di falso ideologico
Codice di procedura penale - art. 603
art. 603 c.p.p. (rinnovazione dell istruttoria in appello)
Stabilisce i limiti alla rinnovazione probatoria in appello: accoglimento solo se i dati processuali sono incerti e l incombente richiesto è decisivo; applicato per escludere l utilità dell escussione richiesta
Codice di procedura penale - art. 606 comma 1 lett. d)
art. 606 co.1 lett. d) c.p.p.
Motivo di ricorso per vizio di motivazione: il ricorso contestava carenze motivazionali, ma la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata
D.P.R. 327/2001 - art. 8
Rimando normativo alle condizioni per l espropriazione per pubblica utilita; la attestazione di pubblica utilità è presupposto necessario per l espropriazione
Testo unico sulle espropriazioni - art. 45
art. 45 T.U. espropriazioni
Regole sulla restituzione del prezzo e nullità del trasferimento in caso di venir meno dell interesse pubblico; usato per spiegare che l accordo bonario non rendeva irreversibile la procedura
Codice di procedura penale - art. 445
art. 445 c.p.p. (effetti penalistici della sentenza di patteggiamento)
Riferimento al precedente dell imputato e all effetto estintivo limitato per la valutazione sulla sospensione condizionale della pena
Codice penale - artt. 132 e 133
Principi generali sulla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto il giudizio di merito sul quantum adeguatamente motivato e di competenza del giudice del merito
Massime di principio
- Il falso ideologico in atto pubblico si configura sia per attestazioni positive false sia per omissioni di fatti rilevanti che alterano il significato dell atto; la qualificazione richiede che l atto sia fidefacente e che la falsità riguardi un presupposto essenziale dell atto dispositvo
- Il dolo richiesto per il falso ideologico è il dolo generico: è sufficiente la rappresentazione e volontà dell immutatio veri, non è necessario l animus nocendi o l animus decipiendi
- Quando atti amministrativi formali e successivi attestano la cessazione della pubblica utilità, essi possono essere considerati idonei a revocare il presupposto dell esproprio anche se il procedimento espropriativo è ancora in itinere; il decreto di esproprio che ignora tali provvedimenti può integrare falso ideologico
- La rinnovazione dell istruttoria in appello è ammessa solo se la prova richiesta è "nuova" e decisiva o se dai documenti emerge una lacuna motivazionale rilevante; la semplice richiesta di escussione di testi la cui prova non è decisiva può essere rigettata
- In sede di cassazione la valutazione della congruità della pena è suscettibile di sindacato solo se emergono vizî di motivazione o illogicità; la discrezionalità del giudice del merito nella quantificazione della pena è rispettata se adeguatamente motivata
- L introduzione di dichiarazioni testimoniali nel processo tramite documenti scritti senza l accordo delle parti è generalmente inammissibile: il principio di oralità e di contraddittorio richiede l escussione diretta salvo eccezioni previste dal codice
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