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Ordinanza

Ordinanza n. 192/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 245/2024 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro.

Giustizia amministrativa202502568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: sentenza del Tribunale di Como - Sezione Lavoro oggetto di domanda di ottemperanza

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

È stato proposto ricorso per l'ottemperanza di una sentenza del Tribunale di Como - Sezione Lavoro. Il TAR ha rilevato un vizio relativo alla procura alle liti rilasciata da una ricorrente il 9 luglio 2025 su documento analogico, separato dal ricorso nativo digitale e trasmesso in copia informatica allegata alla PEC di notificazione. La procura non indicava gli atti da impugnare, la parte resistente, l'autorità giudiziaria o altri elementi idonei a identificare la controversia. Il Collegio ha quindi esaminato se la procura potesse considerarsi validamente apposta in calce al ricorso ai sensi delle regole tecniche del processo amministrativo telematico e se il vizio fosse sanabile mediante rinnovazione della procura o attraverso l'errore scusabile.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio di ottemperanza, ma ha ordinato un incombente. Ha ritenuto che la procura speciale rilasciata su foglio separato e depositata telematicamente insieme al ricorso non sia automaticamente valida, se priva degli elementi identificativi della controversia. La nozione giurisprudenziale di procura generica validamente apposta in calce presuppone infatti un contesto documentale unitario e una relazione fisica tra procura e ricorso, che non ricorre quando la procura è analogica e il ricorso è un documento informatico distinto. L'art. 8, comma 3, dell'Allegato 1 al d.P.C.S. 28 luglio 2021 disciplina le modalità tecniche di considerazione della procura come apposta in calce, ma non determina il contenuto minimo necessario della procura speciale. Il vizio non è stato ritenuto sanabile mediante rinnovazione ai sensi degli artt. 39, comma 1, c.p.a. e 182, comma 2, c.p.c., poiché l'esistenza della procura speciale costituisce requisito di ammissibilità da possedere al momento della proposizione del ricorso. Tuttavia, il Collegio ha ravvisato, fino alla sentenza dell'Adunanza Plenaria n. 11 del 2025, oggettive ragioni di incertezza normativa e giurisprudenziale sulla questione. Ha pertanto concesso l'errore scusabile ex art. 37 c.p.a. e assegnato un termine perentorio di 30 giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza per depositare una procura idonea, recante l'esaustiva indicazione degli elementi identificativi del giudizio. La prosecuzione della trattazione è stata fissata al 18 giugno 2026.

Norme richiamate

  • art. 40, comma 1, lett. g, c.p.a.

    La procura speciale costituisce requisito del ricorso e deve essere idonea a conferire al difensore lo ius postulandi per la specifica controversia.

  • art. 8, comma 3, Allegato 1 al d.P.C.S. 28 luglio 2021

    La procura alle liti si considera apposta in calce all’atto cui si riferisce: […] b) quando è rilasciata su foglio separato del quale è estratta copia informatica, anche per immagine, depositato con modalità telematiche unitamente all’atto a cui si riferisce

    La disposizione disciplina la modalità tecnica per considerare la procura apposta in calce, ma non elimina la necessità che una procura separata contenga elementi sufficienti a identificare la controversia.

  • artt. 39, comma 1, c.p.a. e 182, comma 2, c.p.c.

    Il vizio relativo alla procura non è stato ritenuto sanabile mediante rinnovazione, perché la procura speciale deve esistere al momento della proposizione del ricorso quale requisito di ammissibilità.

  • art. 37 c.p.a.

    L'errore scusabile può essere concesso eccezionalmente in presenza di obiettiva incertezza normativa o di grave impedimento di fatto, senza colpa della parte, che renda più difficile l'esercizio del diritto di difesa.

  • art. 99 c.p.a.

    La decisione richiama il ruolo chiarificatore dell'Adunanza Plenaria in materia di procura speciale nel processo amministrativo.

Massime di principio

  • La procura speciale deve contenere elementi idonei a identificare la controversia, tra cui l'oggetto del ricorso, le parti contendenti e l'autorità davanti alla quale il giudizio è proposto, quando tali elementi non siano desumibili da un contesto documentale unitario.
  • La procura rilasciata su foglio separato e depositata telematicamente insieme a un ricorso nativo digitale non diviene necessariamente valida per il solo fatto di essere considerata tecnicamente apposta in calce ai sensi delle regole del processo amministrativo telematico; la procura deve comunque recare autonomamente indicazioni sufficienti sull'oggetto del mandato.
  • La validità della procura generica apposta in calce o a margine al ricorso deriva dalla relazione fisica e dal contesto documentale unitario tra mandato e ricorso; tale fondamento non è automaticamente replicabile quando procura analogica e ricorso informatico sono documenti distinti.
  • L'esistenza della procura speciale quale requisito di ammissibilità del ricorso deve sussistere al momento della sua proposizione e, secondo l'orientamento richiamato, il relativo vizio non è sanabile mediante la rinnovazione prevista dagli artt. 39, comma 1, c.p.a. e 182, comma 2, c.p.c.
  • L'errore scusabile può essere concesso per un vizio della procura quando, al momento della proposizione del ricorso, sussistano oggettive ragioni di incertezza normativa o giurisprudenziale, purché l'errore non sia imputabile alla parte; in tal caso il giudice può assegnare un termine perentorio per il deposito di una procura idonea.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDecadenza e tardività

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