Cassazione Penale, Sentenza n. 33243/2024 del 28/08/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di revisione della sentenza di condanna irrevocabile all'ergastolo per l'omicidio pluriaggravato di Pasquale Simari (delitto commesso il 26/7/2005). Il ricorso si fondava su due presunti elementi nuovi: 1) dichiarazioni di Antonio Femia che avrebbero indicato un movente diverso (rapporto sentimentale della vittima) e la possibilità di coesistenza di moventi, tali da escludere la ricostruzione originaria basata sulla contrapposizione tra clan; 2) una lettera autografa di Cosimo Salvatore Panaia nella quale si affermava che gli autori provenivano da Torino e non fossero il ricorrente. La difesa chiedeva l'acquisizione di ulteriori dichiarazioni di testimoni e di intercettati per rimettere in discussione l'intero compendio indiziario e ottenere la revisione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha respinto la richiesta di revisione. Ha ritenuto legittima e corretta la valutazione preliminare della Corte di Appello di Catanzaro secondo cui i nuovi elementi indicati non sono idonei a disarticolare la motivazione della condanna: le dichiarazioni di Femia non escludono né sono decisive rispetto al movente mafioso (possono coesistere moventi) e la lettera di Panaia è generica, non verificabile e contraddetta da precedenti intercettazioni che facevano intendere che Panaia conoscesse l'identità dell'autore. Inoltre la Corte ha escluso che la richiesta di ulteriori indagini o l'audizione dei testi costituisca un novum idoneo, ricordando che la revisione non può avere funzione esplorativa o sostituirsi a un nuovo grado di merito. Di conseguenza il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
artt. 529, 530 e 531 cod. proc. pen.
artt. 529, 530 e 531 c.p.p.
La revisione deve essere fondata su prova nuova e dimostrativa tale da rendere possibile, a seguito del riesame complessivo, il proscioglimento previsto dalle norme; il novum deve essere decisivo e non può essere elemento meramente esplorativo.
Sez. 2, n. 18765 del 13/03/2018 (Buscaglia)
Sez. 2, n. 18765 del 13/03/2018, Buscaglia
Principio secondo cui la prova nuova deve essere valutata anche in rapporto alle prove già acquisite e deve possedere adeguata persuasività e congruenza per incidere sul giudicato.
Sez. 5, n. 44925 del 26/06/2017 (Di Stefano)
Sez. 5, n. 44925 del 26/06/2017, Di Stefano
Conferma che nella fase preliminare di ammissibilità la Corte deve giudicare realisticamente la capacità della prova nuova di disarticolare il ragionamento confermativo della condanna.
Sez. 1, n. 34928 del 27/06/2012 (Conti Mica)
Sez. 1, n. 34928 del 27/06/2012, Conti Mica
Ribadisce il requisito di dimostratività del novum e la necessità di evitare che la revisione diventi un nuovo grado di merito.
Sez. 5, n. 22583 del 17/04/2024 (Pasqualini)
Sez. 5, n. 22583 del 17/04/2024, Pasqualini
Avverte che, se la prova nuova non è decisiva, l'istituto perderebbe la sua funzione di rimedio straordinario.
Sez. 5, n. 34515 del 18/06/2021 (Fadda)
Sez. 5, n. 34515 del 18/06/2021, Fadda
Il giudizio prognostico preliminare deve tener conto, pur in astratto, dei criteri decisori del successivo giudizio di revisione.
Sez. 6, n. 21099 del 05/04/2024 (Saporito)
Sez. 6, n. 21099 del 05/04/2024, Saporito
Sottolinea che le nuove prove testimoniali contrarie rispetto a quelle del giudicato richiedono un confronto comparativo attento e non possono automaticamente azzerare le precedenti.
Sez. 2, n. 35399 del 23/05/2019 (Cannatà)
Sez. 2, n. 35399 del 23/05/2019, Cannatà
Conferma il principio della comparazione tra novum e prove già acquisite per valutarne la potenziale efficacia disarticolante.
Sez. 5, n. 24070 del 27/04/2016 (Livadia)
Sez. 5, n. 24070 del 27/04/2016, Livadia
La revisione non può basarsi su elementi che servono solo a esplorare nuove fonti o a sollecitare ulteriori indagini non ancora produttive di prova decisiva.
Massime di principio
- La domanda di revisione deve essere fondata su elementi nuovi che siano intrinsecamente verificabili, affidabili e tali da avere, di per sé, una concreta capacità disarticolante rispetto al compendio probatorio che ha formato il giudicato.
- In fase preliminare di ammissibilità il giudice può e deve valutare l'affidabilità, la persuasività e la congruenza del novum con le prove già acquisite, operando una comparazione concreta senza anticipare il giudizio di merito ma verificando la potenzialità di determinare il proscioglimento.
- Dichiarazioni o scritti generici, riferimenti a fonti decedute o affermazioni non verificabili sono, di regola, insufficienti a fondare la revisione; la novità non può consistere in un mero spunto per ulteriori accertamenti esplorativi.
- Nuove testimonianze contrarie a quelle già acquisite richiedono un rigoroso confronto: se non superano per attendibilità e precisione le dichiarazioni consolidate nel giudicato, non sono idonee a giustificare la revisione.
- La richiesta di acquisire ulteriori atti istruttori solo per 'verificare' quanto affermato nel nuovo elemento non sostituisce la necessità che il novum sia già dotato di forza dimostrativa; la revisione non può trasformarsi in un nuovo grado di merito.
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