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Ordinanza

Ordinanza n. 1196/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602176

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Abruzzo che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro la disciplina regionale relativa all’istruttoria delle istanze di accreditamento istituzionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha proposto appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR Abruzzo che aveva negato la sospensione degli effetti degli atti contestati. La controversia riguarda la DGR Abruzzo n. 386 del 26 giugno 2025, la quale, per tutelare l’affidamento dei richiedenti, consente l’istruttoria delle istanze ricevute dal 1° gennaio 2025 fino al giorno antecedente l’entrata in vigore della deliberazione soltanto in presenza di capienza del fabbisogno su base distrettuale, salva rinuncia dell’interessato o diversa conclusione del procedimento. Il Consiglio di Stato ha esaminato, in sede cautelare, la questione della rilevanza dell’ambito distrettuale anche per le istanze presentate anteriormente al 2025.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha confermato la valutazione del TAR sull’assenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che, pur non essendo espressamente previsto dalla DGR n. 386/2025, la ratio della disciplina conduca a considerare l’ambito distrettuale, a maggior ragione, anche per le istanze presentate anteriormente al 2025, fatta salva la possibilità di rinuncia. L’appello cautelare è stato quindi respinto. La parte appellante è stata condannata alla rifusione delle spese in favore di ciascuna delle parti costituite, liquidate in euro 1.000 oltre accessori di legge per ciascuna.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR.

  • DGR Abruzzo n. 386 del 26 giugno 2025

    che, per esigenze di tutela dell’affidamento, le istanze ricevute dall’1.1.2025 fino al giorno antecedente all’entrata in vigore del presente provvedimento, la cui efficacia decorre dalla data di pubblicazione sul BURAT, potranno essere istruite, salva espressa rinuncia di interesse comunicata al Servizio del Dipartimento Sanità competente in materia di accreditamento istituzionale o diversa conclusione procedimentale da parte di quest’ultimo, esclusivamente nel caso di rilevata capienza del relativo fabbisogno su base distrettuale

    La disciplina regionale subordina l’istruttoria delle istanze alla rilevata capienza del fabbisogno su base distrettuale; secondo il Consiglio di Stato, la ratio della disposizione induce ad applicare il medesimo criterio, a maggior ragione, anche alle istanze anteriori al 2025.

Massime di principio

  • Quando una disciplina regionale transitoria consente l’istruttoria di istanze di accreditamento sanitario soltanto in presenza di capienza del fabbisogno su base distrettuale, il criterio dell’ambito distrettuale può essere esteso, in ragione della ratio della disciplina, anche alle istanze presentate in epoca anteriore rispetto a quella espressamente considerata dalla disposizione.
  • In sede cautelare, l’assenza del fumus boni iuris giustifica il rigetto dell’appello contro l’ordinanza del TAR che abbia negato la misura cautelare.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimo affidamento

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