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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05973/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, confermando la sentenza di appello. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la loro responsabilità penale per il fatto contestato, deducendo: (1) vizio di motivazione sulla responsabilità, sostenendo che la Corte territoriale non avesse correttamente apprezzato gli elementi di fatto; (2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; (3) mancata concessione della sospensione condizionale della pena; (4) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che il primo motivo era sostanzialmente una mera riproposizione delle doglianze già formulate in appello e già disattese, quindi privo di specificità. Ha inoltre ritenuto infondati gli ulteriori motivi, valorizzando la motivazione della Corte d'appello sulle modalità della condotta, sulla spiccata capacità delinquenziale, sul precedente beneficio già concesso e sul superamento dei limiti legali per la sospensione condizionale, nonché affermando che la motivazione sul diniego della particolare tenuità può anche essere implicita quando desumibile dalla valutazione degli indici di gravità ex art. 133 c.p.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    La valutazione della particolare tenuità del fatto può essere desunta anche implicitamente dal richiamo agli indici di gravità del reato e al grado di colpevolezza ai fini della congruità della pena.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non meritevole di accoglimento, potendo il diniego risultare anche implicitamente dalla motivazione sul trattamento sanzionatorio.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolva nella pedissequa riproposizione delle censure già articolate in appello, senza una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata.
  • Il giudice di merito può negare le circostanze attenuanti generiche valorizzando solo gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover confutare analiticamente tutti gli elementi favorevoli dedotti dalle parti.
  • La sospensione condizionale della pena può essere legittimamente negata quando risulti che il beneficio è già stato concesso in precedenza e la pena complessiva superi i limiti legali per la sua concessione.
  • In tema di particolare tenuità del fatto, la motivazione del diniego può essere anche implicita e ricavarsi dalla valutazione della gravità oggettiva del reato e del grado di colpevolezza compiuta ai sensi dell'art. 133 c.p., specie quando tale valutazione sorregga il trattamento sanzionatorio irrogato.
  • In sede di legittimità non è consentito sindacare il merito della valutazione discrezionale compiuta dal giudice sulle attenuanti generiche in assenza di evidenti illogicità della motivazione.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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