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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47925/2023 del 01/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per rapina impropria (art. 628 c.p. connesso a lesioni artt. 582-585 c.p.). Il ricorrente contestava che vi fosse stata sottrazione o impossessamento del carburante contro la volontà dell'avente diritto: egli avrebbe ottenuto il rifornimento con il consenso del gestore e avrebbe poi tentato per tre volte di pagare con una carta prepagata intestata a suo nome; inoltre la difesa ha censurato la valutazione della reazione dell'esercente (potere di arresto e richiesta di documenti) e ha invocato elementi a favore dell'assenza dell'elemento soggettivo, avendo la carta apparentemente disponibilità e funzione di pagamento il giorno precedente. In udienza è stata anche rilevata, dalla difesa, l'intervenuta prescrizione del capo b).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma. La Cassazione ha ritenuto che, secondo la ricostruzione dei fatti, il rifornimento era avvenuto con il consenso del gestore e quindi non vi è prova di una 'sottrazione' tale da integrare la rapina impropria; ha disposto che in sede di rinvio si accerti se il consenso fosse invece viziato da artifici o raggiri (ipotesi di truffa), se si tratti di insolvenza fraudolenta o se sia soltanto un inadempimento contrattuale con eventuali reati autonomi per le lesioni arrecate all'addetto. I restanti motivi di ricorso sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sulla rapina; la Cassazione ha ritenuto che perché sia configurabile la rapina impropria occorra la 'sottrazione' della cosa contro la volontà dell'avente diritto; nella vicenda manca tale sottrazione secondo i giudici di legittimità.

  • artt. 582-585 cod. pen.

    Norme sulle lesioni personali; le lesioni cagionate all'addetto sono fattispecie autonomamente rilevanti e possono essere sanzionate indipendentemente dall'eventuale qualificazione del fatto principale.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sul furto; la pronuncia richiama la distinzione tra furto (spossessamento invito domino) e altre fattispecie: il 'drive-off' può integrare il furto quando c'è effettivo spossessamento non consentito.

  • art. 383 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al potere di arresto del privato e ai limiti per l'esercente: la Corte ha evidenziato che l'addetto non aveva il potere di arresto e che ciò è rilevante nella valutazione della reazione e della violenza dell'addetto.

  • Giurisprudenza di legittimità citata (Sez. 5 n. 3018/2019; Sez. 2 n. 43107/2013; Sez. 4 n. 5435/2018; Sez. 2 n. 18039/2014 - Galloni)

    La giurisprudenza distingue i casi di 'drive-off': può configurarsi il furto (spossessamento invito domino) quando il prelievo è senza consenso e con immediato allontanamento; può configurarsi la truffa se il consenso è viziato da artifici; può invece trattarsi di insolvenza fraudolenta o di minaccia quando l'allontanamento avviene senza la sottrazione vera e propria ma con minacce o inganni. Tali precedenti sono stati utilizzati per delineare le possibili qualificazioni alternative del fatto.

Massime di principio

  • Se il carburante è erogato con il consenso del gestore e non vi è trasferimento della disponibilità contro la volontà dell'avente diritto, non si configura la rapina impropria.
  • Il 'drive-off' senza pagamento può essere qualificato come furto solo se sussiste uno spossessamento invito domino; se il trasferimento è avvenuto con consenso ma viziato da artifici, la fattispecie più adeguata può essere la truffa.
  • La prova dell'elemento soggettivo (volontà di non pagare) è cruciale: tentativi di pagamento, disponibilità sulla carta o uso precedente sono elementi che possono escludere la rapina/il furto e orientare verso l'assenza di dolo o verso altre fattispecie.
  • Minacce o intimidazioni senza appropriazione possono integrare reati differenti (ad es. insolvenza fraudolenta, minaccia) ma non necessariamente rapina impropria.
  • Le lesioni arrecate a terzi costituiscono reato autonomo e vanno valutate separatamente dalla qualificazione del fatto patrimoniale.
  • In caso di dubbio sulla qualificazione, il giudice di merito deve accertare se il consenso al prelievo sia stato 'eziologicamente' determinato da raggiri o artifici, verificando la sussistenza dell'elemento soggettivo criminale.
  • Sull'esito di ricorsi analoghi, la Corte di Cassazione è incline a rinviare per un nuovo esame quando la qualificazione giuridica dipende dalla valutazione del consenso e dell'intento dell'agente.

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