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Sentenza

Sentenza del 12/09/2018 n. 2061 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Attività commerciale - passaggio generazionale - continuità dei valori contabili del de cuius - neutralità - consegue - successiva rilevazione di avviamento - non viola la neutralità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda il trattamento fiscale del trasferimento mortis causa di un'azienda e la successiva cessione delle quote di una società di fatto costituita tra gli eredi. Il principio contestato è se la continuità dei valori fiscalmente riconosciuti al de cuius impedisca o meno la successiva rilevazione di un avviamento, in particolare quando uno degli eredi prosegue individualmente l'attività commerciale.

La decisione

È stato affermato che il trasferimento dell'azienda per causa di morte non realizza plusvalenze se l'erede o gli eredi assumono l'azienda agli stessi valori fiscali del de cuius, così da garantire la neutralità dell'operazione ed evitare salti d'imposta. Tale principio resta applicabile anche quando l'attività sia esercitata per un breve periodo tramite una società di fatto tra gli eredi e, successivamente, le quote siano cedute all'unico erede che continua l'attività. La successiva rilevazione dell'avviamento non viola il principio di neutralità fiscale.

Norme richiamate

  • Art. 58 del d.P.R. 917/1986 (TUIR)

    Il trasferimento di azienda per causa di morte non costituisce realizzo di plusvalenze se l'azienda è assunta ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti nei confronti del de cuius.

    La norma impone la continuità dei valori fiscali dell'azienda trasferita mortis causa, impedendo l'emersione immediata di plusvalenze e di maggiori valori fiscali non ancora realizzati. La neutralità non preclude però la rilevazione successiva di un avviamento derivante da una distinta operazione economica.

Massime di principio

  • Nel trasferimento ereditario di un'azienda, l'assenza di plusvalenza richiede che l'erede o gli eredi mantengano gli stessi valori fiscalmente riconosciuti al de cuius.
  • La continuità dei valori fiscali serve a evitare salti d'imposta e non consente di rivalutare automaticamente beni materiali o immateriali già iscritti fiscalmente presso il de cuius.
  • La neutralità fiscale dell'acquisizione mortis causa non impedisce che, in una successiva e autonoma operazione, emerga o venga rilevato un avviamento effettivo.
  • Anche il passaggio temporaneo attraverso una società di fatto tra eredi può rispettare il regime di neutralità, purché siano conservati i valori fiscali e non venga realizzato artificiosamente un maggior valore.
  • Per valutare casi analoghi occorre distinguere tra il trasferimento ereditario, fiscalmente neutrale, e le successive operazioni di cessione, riorganizzazione o prosecuzione dell'attività, che possono produrre effetti fiscali propri.

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