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Sentenza

Sentenza del 01/10/2019 n. 5535 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Ampliamento della materia del contendere - Divieto di domande nuove - Produzione di nuovi documenti entro il termine di decadenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la possibilità, nel processo tributario d’appello, di produrre nuovi documenti, anche se preesistenti al giudizio di primo grado, idonei ad ampliare la materia del contendere e depositati da una parte rimasta contumace in primo grado. Il punto centrale è stabilire se tale produzione sia vietata dai limiti previsti per le domande nuove e dall’art. 345 c.p.c., oppure se sia consentita dall’art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992, purché sia rispettato il contraddittorio mediante il deposito entro il termine previsto dall’art. 32 dello stesso decreto.

La decisione

È stato affermato che nel processo tributario d’appello è possibile produrre qualsiasi nuovo documento, anche preesistente al primo grado, anche quando il documento comporti un ampliamento della materia del contendere e anche se proviene dalla parte rimasta contumace in primo grado. L’unico limite evidenziato è il rispetto del contraddittorio: la produzione deve avvenire entro il termine di decadenza previsto dall’art. 32 del d.lgs. n. 546 del 1992. L’art. 58 consente quindi una produzione documentale più ampia rispetto ai limiti dell’art. 345 c.p.c., senza che ciò costituisca automaticamente una domanda nuova inammissibile.

Norme richiamate

  • Art. 32 del d.lgs. n. 546 del 1992

    Prevede il termine di decadenza entro il quale devono essere depositati documenti, memorie e altri atti, a tutela del contraddittorio. La produzione documentale in appello è valida se effettuata entro tale termine.

  • Art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992

    Consente alle parti di produrre nuovi documenti in appello senza limitarli ai soli documenti sopravvenuti o indispensabili. La facoltà spetta anche alla parte contumace in primo grado e può operare anche quando i documenti incidono sull’ambito della controversia.

  • Art. 345 c.p.c.

    I limiti alle nuove domande e alle nuove prove in appello, previsti dal rito civile, non si applicano nel processo tributario in modo restrittivo tale da escludere la più ampia facoltà documentale riconosciuta dall’art. 58 del d.lgs. n. 546 del 1992.

Massime di principio

  • Nel processo tributario d’appello la produzione di nuovi documenti è generalmente ammessa, anche se i documenti erano già disponibili prima del giudizio di primo grado.
  • La produzione documentale può essere effettuata anche dalla parte rimasta contumace in primo grado e non richiede necessariamente che il documento sia sopravvenuto o indispensabile.
  • La produzione di un nuovo documento non equivale automaticamente alla proposizione di una domanda nuova o inammissibile, anche quando incide sull’oggetto della controversia.
  • Il limite principale è temporale e processuale: i documenti devono essere depositati entro il termine previsto dall’art. 32 del d.lgs. n. 546 del 1992, così da consentire alla controparte di esaminarli e difendersi.
  • In una situazione analoga occorre verificare con precisione il termine di deposito applicabile e assicurarsi che la controparte disponga di un’effettiva possibilità di replica; in caso contrario, la produzione può essere contestata per violazione del contraddittorio.

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