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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39209/2024 del 25/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del GIP del 25/05/2024 che aveva rigettato la richiesta di convalida dell'arresto e di applicazione della misura cautelare autodetentiva nei confronti di Modestino Emanuela per concorso in truffa aggravata materialmente commessa da Fiorillo Massimo ai danni di Branca Margherita (indotta a consegnare oggetti d'oro come presunta cauzione). Il PM sosteneva che la Modestino avesse svolto il ruolo di "palo" (restando in auto mentre il complice entrava nell'abitazione della vittima) e che il GIP avesse erroneamente valutato la gravità indiziaria, criticando altresì l'operato del PM circa la mancata immediata liberazione ex art. 389 c.p.p. e la tempistica della richiesta di convalida, con conseguente permanenza in carcere per tre giorni.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Il giudice di legittimità ha ritenuto che il rimedio per dedurre abnormità in via immediata sia eccezionale e richieda l'impossibilità di altri rimedi: nel caso di specie non sussisteva l'abnormità strutturale denunciata. La Corte ha condiviso che il GIP ha correttamente valutato gli elementi indiziari: la sola presenza della Modestino come passeggera e la convivenza precedente con il coindagato non erano elementi sufficienti a configurare la partecipazione morale o la quasi-flagranza necessaria per la misura precautelare. È stato ribadito il principio secondo cui la mera presenza, la consapevolezza o la connivenza passiva non integrano automaticamente il concorso ai sensi dell'art. 110 c.p., e che la legittimità della misura cautelare richiede gravità indiziaria adeguata e tracce collegate in modo inequivoco all'indiziato. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 389 cod. proc. pen.

    Riferimento all'istituto della immediata liberazione; la Corte ha ritenuto che le osservazioni del GIP sulla mancata immediata liberazione non costituiscano abnormità ma valutazioni legittime sulla gravità indiziaria.

  • art. 390 cod. proc. pen.

    Norma sui termini per la richiesta di convalida: la Corte ha annotato che il GIP ha dato atto del rispetto dei termini previsti per la richiesta di convalida.

  • art. 391, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 391 comma quarto cod.proc.pen.

    Prevede il rimedio esperibile avverso l'ordinanza di convalida; la Corte ha richiamato che la possibilità di ricorso ordinario rende eccezionale e limitata l'ammissibilità del ricorso immediato per presunta abnormità.

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato: la Corte ha interpretato che la mera presenza, la consapevolezza o la connivenza passiva non equivalgono al concorso, che richiede un contributo causale o un comportamento che rafforzi il proposito dell'autore.

  • art. 381, comma 4, cod. pen.

    art. 381 comma 4 cod.pen.

    Richiamato dal GIP/Corte in relazione alla valutazione della posizione processuale dell'indagata (tenuto conto dell'incensuratezza), utilizzato come criterio di ponderazione della gravità indiziaria.

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Consentiva la trattazione con contraddittorio cartolare (procedimento a distanza o su atti) in via eccezionale; indicato per motivare la modalità di trattazione adottata nel procedimento.

Massime di principio

  • Il ricorso immediato per abnormità alla Cassazione è eccezionale: è ammissibile solo se non esiste alcun altro rimedio tempestivo; divergenze valutative del GIP non costituiscono automaticamente abnormità strutturale.
  • Il GIP ha ampia discrezionalità nel valutare la gravità indiziaria ai fini della convalida e della misura cautelare; il dissenso del PM su tali valutazioni non equivale a violazione di legge.
  • Per configurare il concorso morale (p. es. ruolo di "palo") non è sufficiente la mera presenza o la connivenza passiva: è necessario dimostrare un contributo causale o comportamenti attivi che rafforzino l'azione del reo principale.
  • La quasi-flagranza richiede l'immediata e autonoma percezione da parte degli operanti di tracce del reato collegate inequivocabilmente all'indiziato; in reati plurisoggettivi questa valutazione è più rigorosa.
  • Il Pubblico Ministero deve rispettare i termini procedurali per la richiesta di convalida; tuttavia eventuali critiche sulla tempistica non trasformano automaticamente l'operato del PM in atto abnorme se esistono rimedi ordinari esperibili.
  • Quando si richiede misura cautelare per un concorrente di fatto allettore, è utile raccogliere elementi probatori concreti di partecipazione (es. comunicazioni, ruoli funzionali, atti di coordinamento, comportamenti immediatamente connessi all'esecuzione del reato) per superare la soglia della gravità indiziaria.

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