Sentenza n. 61/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì, in funzione di giudice del lavoro, n. 97/2025, depositata in data 22.4.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì, in funzione di giudice del lavoro, n. 97/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (parte vittoriosa nel giudizio presupposto)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 97/2025, depositata il 22 aprile 2025. La pronuncia era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 1° luglio 2025, ed era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito nel giudizio di ottemperanza.
La decisione
Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'amministrazione rispetto alle statuizioni della sentenza definitiva. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla pronuncia del giudice del lavoro, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza. Ha inoltre nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, affinché, su istanza della ricorrente, provveda in sostituzione del Ministero entro i successivi 90 giorni in caso di ulteriore inadempimento, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 1.500 euro, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce il fondamento processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione della sentenza passata in giudicato e di predisporre misure sostitutive, compresa la nomina del commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la prova del passaggio in giudicato della sentenza presupposta, la notificazione ai fini del decorso del termine dilatorio per l'esecuzione e la perdurante inerzia dell'amministrazione giustificano l'ordine giudiziale di esecuzione.
- Quando l'amministrazione non esegue una sentenza definitiva entro il termine dilatorio previsto, il giudice dell'ottemperanza può fissare un ulteriore termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte in caso di persistente inadempimento.
- Nel dare esecuzione alla sentenza, l'amministrazione deve tenere conto di quanto eventualmente già corrisposto, detraendolo dalle prestazioni dovute in base al giudicato.
- La soccombenza nel giudizio di ottemperanza comporta la condanna dell'amministrazione inadempiente alle spese processuali, oltre alla restituzione del contributo unificato se versato.
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