Sentenza n. 283/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 28.11.2024, n. 350.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 28 novembre 2024, n. 350, concernente l’attribuzione della carta del docente per le annualità 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito in ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 28 novembre 2024, n. 350, che aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad assegnarle la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascuna annualità scolastica 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24, oltre interessi o rivalutazione. La ricorrente ha dedotto l’inottemperanza dell’amministrazione, nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Il Ministero si è costituito, ma non ha formulato contestazioni nel merito dell’inadempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando l’assenza di contestazioni sostanziali da parte dell’amministrazione e l’inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza, mediante l’emissione della carta del docente intestata alla ricorrente e l’accredito delle somme relative alle annualità oggetto del giudizio. Per l’eventualità di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con incarico di provvedere in sostituzione dell’amministrazione entro ulteriori 30 giorni dall’accertamento dell’inadempimento. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Il decorso del termine dilatorio costituisce presupposto per l’esecuzione coattiva del giudicato nei confronti dell’amministrazione inadempiente.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
oltre a interessi o rivalutazione, ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione
La sentenza del giudice del lavoro, posta in esecuzione, aveva riconosciuto interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all’accredito sino alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l’amministrazione non esegue il comando contenuto in un titolo giudiziale esecutivo e non contesta nel merito l’inadempimento, purché sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per l’esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
- In caso di accoglimento dell’azione di ottemperanza, il giudice può ordinare all’amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine determinato, individuando puntualmente le attività necessarie a conformarsi al comando giudiziale.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inottemperanza, assegnandogli un termine successivo per provvedere in sostituzione dell’amministrazione.
- Nel giudizio di ottemperanza, le spese seguono la soccombenza e possono essere liquidate tenendo conto del carattere seriale della controversia e dell’assimilazione del giudizio alle procedure esecutive mobiliari.
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