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Sentenza

Sentenza del 01/12/2022 n. 35452 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia tributaria su avviso di accertamento ICI su terreni (circa 92 ettari) dichiarati edificabili da variante al PRG (destinazione a complesso residenziale per militari americani). Il Comune aveva determinato il valore delle aree con Delib. G.C. n. 206/2009 sulla base di specifica relazione di stima. La resistente contestava l'accertamento sostenendo l'assenza di effettiva edificabilità (presenza di condizione risolutiva nella variante, destinazione limitata a alloggi militari, rischio di decadenza per mancata edificazione entro 10 anni) e l'insufficiente motivazione dell'atto impositivo; il Comune impugnava la sentenza di merito che aveva disapplicato la delibera comunale e dato ragione alla contribuente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo del Comune ma accolto i secondi, terzo e quarto motivi: ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e rinviato la causa alla CTR di secondo grado della Sicilia per nuovo esame. Principali principi affermati: l'edificabilità ai fini ICI deve essere desunta dalla qualificazione attribuita nel PRG adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale o dall'adozione di piani attuativi; tuttavia la determinazione del valore venale imponibile deve rispettare i criteri tassativi dell'art.5, comma 5, D.Lgs. n.504/1992 (zona, indice, destinazione d'uso, oneri, prezzi di mercato) e tener conto dell'attualità della potenzialità edificatoria e degli oneri urbanistici; le delibere comunali ex art.59 D.Lgs. n.446/1997 sono presunzioni/prove di supporto utilizzabili ma possono essere contraddette da informazioni specifiche; l'esame in merito deve verificare la corrispondenza probatoria della valutazione comunale ai criteri di legge; l'obbligo motivazionale dell'accertamento si ritiene assolto se il contribuente è posto in grado di conoscere gli elementi essenziali della pretesa.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b)

    Definisce la nozione di area edificabile ai fini dell'imposta: la Corte conferma che l'edificabilità si desume dalla qualificazione del PRG adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale o da piani attuativi.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 5

    Stabilisce i criteri tassativi per determinare il valore venale in comune commercio delle aree edificabili (zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri, prezzi medi di mercato); la valutazione comunale deve essere verificata rispetto a tali parametri.

  • D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 11 quaterdecies, comma 16 (conv. L. 2 dicembre 2005, n. 248)

    Interpreta il regime tributario confermando che la qualificazione urbanistica del PRG adottato è idonea ai fini dell'individuazione dell'edificabilità per l'imposizione.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2 (conv. L. 4 agosto 2006, n. 248)

    Ulteriore norma interpretativa che conferma il principio per cui la destinazione del PRG adottato rileva ai fini dell'imposizione, anche se manca approvazione regionale o strumenti attuativi.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1997, n. 446, art. 59

    Le delibere comunali che predeterminano valori per zone omogenee sono presunzioni/prove di supporto (analogie con studi/coefficenti), utilizzabili anche per annualità precedenti ma non vincolanti se esistono informazioni specifiche contrarie.

  • D.Lgs. 2 luglio 1992, n. 546, art. 7, comma 5

    Rilevata come norma processuale richiamata nel ricorso; la Corte rileva che il giudice di merito doveva verificare la corrispondenza probatoria della valutazione adottata dall'ente rispetto ai criteri di legge.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Richiama il principio di motivazione e diritto di difesa del contribuente: l'atto impositivo deve indicare gli elementi essenziali tali da permettere la contestazione; l'onere probatorio concreto grava poi sull'Ufficio.

Massime di principio

  • La qualificazione di un'area come edificabile nel PRG adottato dal Comune rende l'area potenzialmente assoggettabile all'imposta anche se manca l'approvazione regionale o gli strumenti attuativi; occorre però valutare l'attualità della potenzialità edificatoria.
  • La determinazione del valore venale imponibile per aree edificabili deve rispettare i criteri tassativi dell'art. 5, comma 5, D.Lgs. n.504/1992 (zona, indice, destinazione d'uso, oneri, prezzi medi); il giudice deve verificare la corrispondenza probatoria della stima comunale a tali criteri.
  • Le delibere comunali ex art.59 D.Lgs. n.446/1997 sono presunzioni utili e possono essere adottate anche per annualità precedenti, ma possono essere superate da elementi di fatto specifici che dimostrino una valutazione diversa.
  • L'obbligo motivazionale dell'atto impositivo è soddisfatto se il contribuente è messo in grado di conoscere gli elementi essenziali (an e quantum) e può contestarli; tuttavia l'amministrazione deve poi provare concretamente la sussistenza dei presupposti dell'imposta in sede contenziosa.
  • Quando la valutazione comunale del valore è espressa in termini complessivi, è ammissibile l'uso di indici medi purché sia possibile ricondurre la stima ai criteri normativi e, se necessario, distinguere i diversi livelli di edificabilità delle singole porzioni.
  • La c.d. disapplicazione di un atto amministrativo non è lo strumento corretto quando la questione centrale è la verifica della conformità della stima ai criteri di legge; il corretto percorso è la verifica probatoria e la rideterminazione del valore se necessario.

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