Ordinanza n. 820/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. 65338 del 28.10.2025; - nonché del non conosciuto parere del Ministero dell’Università e della Ricerca prot. DGINTCO n. 12486 del 20 agosto 2024, e acquisito dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione con prot. DGOSV n. 35917 del 20 agosto 2024, non notificato a parte ricorrente né allegato al provvedimento quindi non conosciuto; - a mezzo del quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Romania rigettando l’istanza presentata da parte istante in riferimento al percorso specializzazione sul SOSTEGNO; nonché di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento della formazione professionale conseguita in Romania per la specializzazione sul sostegno
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale che ha concluso negativamente il procedimento relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita in Romania per l'insegnamento sul sostegno, nonché il parere ministeriale presupposto non conosciuto. In sede cautelare ha contestato, secondo quanto emerge dall'ordinanza, l'insufficiente valutazione della documentazione relativa all'iter formativo estero, incluso il piano analitico del corso di studi, e dell'esperienza professionale maturata nel settore. È stata inoltre censurata la considerazione ostativa relativa all'assenza di natura abilitante del titolo e la motivazione sulle divergenze tra i programmi formativi, ritenuta non adeguatamente rigorosa alla luce della disciplina europea sul riconoscimento dei titoli professionali e della libera circolazione dei lavoratori.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha confermato il decreto cautelare già adottato, sospendendo il provvedimento di diniego fino alla scadenza del contratto di insegnamento sul sostegno, fissata al 30 giugno 2026. Il fumus boni iuris è stato ravvisato nella possibile inadeguata valutazione della documentazione completa sull'iter formativo estero e dell'esperienza professionale, nonché nella necessità di una motivazione rigorosa sulle differenze tra i programmi formativi. Il Collegio ha rilevato che l'argomento relativo all'assenza di natura abilitante del titolo è già stato affrontato dall'Adunanza plenaria nelle pronunce n. 18-22 del 2022 e che le eventuali differenze formative possono essere superate mediante adeguate misure compensative. Il periculum è stato collegato al contratto di insegnamento sul sostegno in corso. La fissazione dell'udienza di merito è stata rinviata a separato avviso, subordinatamente alla manifestazione di interesse della ricorrente. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la presenza di orientamenti giurisprudenziali divergenti.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La disposizione è stata ritenuta applicabile per la concessione della tutela cautelare, in presenza dei presupposti cautelari, fino alla scadenza del contratto di insegnamento sul sostegno.
Direttiva 2005/36/CE
È richiamata, per il tramite del riferimento al sistema europeo di riconoscimento dei titoli professionali, quale parametro rilevante nella valutazione rigorosa delle divergenze formative e delle misure compensative; il testo non indica specifici articoli.
Adunanza plenaria, sentenze n. 18-22/2022
Le argomentazioni ostative fondate sull'assenza di natura abilitante del titolo sono indicate come già risolte dall'Adunanza plenaria.
Massime di principio
- Nel procedimento di riconoscimento di una formazione professionale conseguita in altro Stato membro, l'amministrazione deve esaminare in modo completo la documentazione relativa all'iter formativo, compreso il piano analitico degli studi, e l'esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.
- Il diniego di riconoscimento fondato sulle divergenze tra programmi formativi deve contenere una motivazione rigorosa, tenendo conto degli obiettivi europei di riconoscimento dei titoli professionali, rafforzamento del mercato interno e libera circolazione dei lavoratori.
- Le differenze tra la formazione acquisita all'estero e quella prevista dall'ordinamento nazionale non impongono necessariamente il diniego, potendo essere superate mediante adeguate misure compensative.
- In sede cautelare, la sospensione di un diniego di riconoscimento professionale può essere accordata fino alla scadenza di un contratto di insegnamento in corso quando la mancata sospensione rischi di pregiudicare concretamente la posizione lavorativa dell'interessato e sussistano profili di fondatezza delle censure.
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