Sentenza del 15/10/2018 n. 7090 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Irpef - Fatture per operazioni soggettivamente e oggettivamente inesistenti - Frode fiscale - Ditta individuale emittente le fatture - Fratello contribuente - Evasore - Legittimità dell'avviso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa contestazione dell'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta legittima. Una volta forniti riscontri indiziari attendibili sull'inesistenza, soggettiva o oggettiva, delle operazioni, spetta al contribuente dimostrare concretamente la fonte legittima della detrazione e l'effettiva esecuzione delle operazioni. In mancanza di tale prova, la detrazione non può essere riconosciuta e l'avviso di accertamento resta valido.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione finanziaria ha contestato l'indebita detrazione di costi e fatture relative a operazioni ritenute soggettivamente e oggettivamente inesistenti, nell'ambito di una frode fiscale. Gli elementi indiziari raccolti evidenziavano il collegamento tra il contribuente e la ditta individuale emittente, riconducibile al fratello, nonché la natura fittizia delle operazioni fatturate. La questione riguardava quindi la legittimità dell'avviso di accertamento e la ripartizione dell'onere della prova.
Norme richiamate
Disciplina IRPEF sulla deducibilità dei costi e delle detrazioni
I componenti negativi e le detrazioni fiscali possono essere riconosciuti solo se riferiti a operazioni effettive, documentate e inerenti; le fatture relative a operazioni inesistenti non legittimano alcun beneficio fiscale.
Principi sull'onere della prova in materia di fatture per operazioni inesistenti
Qualora l'Amministrazione contesti al contribuente l'indebita detrazione di fatture perché relative a operazioni inesistenti, e fornisca attendibili riscontri indiziari sull'inesistenza delle operazioni fatturate, ricade sul contribuente l'onere di dimostrare la fonte legittima della detrazione, altrimenti non operabile.
L'Amministrazione deve fornire elementi indiziari seri, precisi e concordanti o comunque attendibili sull'inesistenza delle operazioni. Superata tale soglia, il contribuente deve provare l'effettività delle operazioni e la propria buona fede; la mera esibizione delle fatture o dei pagamenti non è necessariamente sufficiente.
Massime di principio
- La fattura, da sola, non prova che l'operazione sia stata realmente eseguita né che il costo sia fiscalmente deducibile.
- Quando l'Amministrazione fornisce indizi attendibili di operazioni inesistenti o di una frode, l'onere probatorio si sposta sul contribuente, che deve documentare concretamente prestazioni, pagamenti, consegne, contratti e utilità economica dell'operazione.
- I rapporti familiari o societari con il soggetto emittente non dimostrano automaticamente la frode, ma possono costituire elementi indiziari da valutare insieme agli altri fatti del caso.
- In presenza di fatture soggettivamente inesistenti, il contribuente deve dimostrare anche di non essere stato consapevole dell'inserimento dell'operazione in un meccanismo fraudolento e di aver adottato un livello ragionevole di diligenza.
- Se il contribuente non supera l'onere della prova, la detrazione o deduzione viene recuperata e l'avviso di accertamento può essere confermato.
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