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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49500/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 18/7/2022 che aveva rigettato la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal GIP il 20/5/2022. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione: sosteneva che lo stupefacente era stato sequestrato in due luoghi distinti, che parte degli ambienti fossero dati in locazione a terzi (Tibor Tordaj e altro), che alcuni elementi materiali (es. assenza di sostanza da taglio, coltellino non intriso, appunti illeggibili) non confermassero l'ipotesi di cessione, e che il denaro sequestrato non avesse rapporto con il reato essendo l'Orsini percettore di canoni di locazione e non vivendo di espedienti ma di lavoro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essersi il ricorrente limitato a censurare la motivazione e a proporre valutazioni di merito, oltrepassando i limiti dell'art. 325 c.p.p. Il Collegio ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale del riesame che aveva collegato il denaro (2.070,00 euro) all'attività di cessione sulla base del rinvenimento di due bilancini di precisione intrisi di stupefacente, materiale da taglio e confezionamento, appunti manoscritti (agenda) con nomi e conteggi verosimilmente riferibili a compravendita di droghe leggere, nonché della presenza di due diverse tipologie di stupefacente (marijuana e hashish) e delle precarie condizioni economiche del ricorrente (buste paga documentalmente basse). La Corte ha confermato l'esistenza degli estremi per la confisca obbligatoria ex art. 73, comma 7‑bis, DPR 309/1990. Dichiarata l'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base procedurale per la richiesta di revoca del provvedimento cautelare (atto di impugnazione in sede di riesame).

  • art. 325 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato il rigoroso limite di quest'articolo: il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali è ammesso soltanto per vizio di violazione di legge; non è consentita la riesamina del merito e delle valutazioni probatorie svolte dal giudice di merito.

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che disciplina il delitto di cui era accusato il ricorrente (traffico e detenzione di stupefacenti) e che costituisce il fatto-reato alla base del sequestro.

  • art. 73, comma 7‑bis, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Richiamata come fondamento della confisca obbligatoria: la Corte ha ritenuto sussistere il presupposto per la confisca del profitto del reato sulla base degli elementi probatori incidentali.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per l'addebito delle spese e per il versamento alla Cassa delle ammende (la Corte ha fissato la somma di euro 3.000,00).

  • sentenza Corte costituzionale 13/6/2000 n. 186

    Richiamata per il principio che l'inammissibilità del ricorso non richiede necessariamente che la parte abbia agito con colpa; tuttavia, pur non ravvisando colpa grave, la Corte ha comunque disposto l'onere delle spese e la somma a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari reali (sequestro preventivo finalizzato alla confisca) la Corte di cassazione non riesamina il merito delle valutazioni probatorie: il ricorso per cassazione è ammissibile solo per motivo di illegittimità (art. 325 c.p.p.).
  • Elementi indiziari materiali quali bilancini di precisione intrisi di stupefacente, materiale da taglio/confezionamento, appunti con nomi e conteggi e la presenza di differenti tipologie di stupefacente possono legittimare il giudice a ritenere il denaro come profitto dell'attività di cessione e a disporne il sequestro/confisca.
  • Dichiarazioni di terzi (es. coinquilini o proprietari) che giustificherebbero la provenienza del denaro o la natura di locazione devono essere corroborate da elementi probatori ulteriori; altrimenti il giudice può ritenere non acquisiti tali racconti.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro finalizzato alla confisca è strategico proporre argomentazioni di diritto (violazioni procedurali o di legge) o fornire prova documentale diretta della lecita provenienza del denaro (contratti di locazione registrati, ricevute, documenti reddituali coerenti), poiché le mere richieste di rivalutazione del fatto sono inammissibili in cassazione.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile la parte soccombente può essere condannata alle spese e a versamenti alla Cassa delle ammende; occorre valutare il rischio economico prima di proporre ricorso in cassazione contro misure cautelari reali.

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