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Ordinanza

Ordinanza n. 1359/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202601760

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I TerOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Viterbo del 9 dicembre 2025 di rigetto dell’istanza di revoca del Daspo urbano adottato il 18 dicembre 2024

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità emanante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto dell’istanza di revoca del Daspo urbano, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. A sostegno della domanda cautelare ha valorizzato, quale elemento sopravvenuto, la remissione della querela relativa ai fatti del 13 novembre 2024. Il giudice ha inoltre esaminato il complessivo quadro posto a fondamento della misura, rilevando che il Daspo e il successivo riesame non erano basati soltanto sull’episodio del 13 novembre 2024, ma anche sulla partecipazione del ricorrente a una rissa avvenuta il 23 ottobre 2023 presso altro esercizio commerciale e sul precedente deferimento per danneggiamento nel 2019. Quanto al periculum in mora, il ricorrente ha contestato gli effetti del divieto di accesso, ma il provvedimento gli consentiva comunque di accedere ai luoghi vietati per motivi di lavoro fino alle ore 19.30.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per assenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto irrilevante la remissione della querela, poiché il Daspo urbano ha natura spiccatamente preventiva e rileva il comportamento oggetto di valutazione, non soltanto l’eventuale permanenza della querela o degli effetti penali dell’episodio. Ha inoltre considerato che la misura e il rigetto dell’istanza di revoca erano fondati su una pluralità di elementi, comprendenti ulteriori episodi antecedenti. Il periculum è stato ritenuto non adeguatamente dimostrato anche perché il ricorrente era autorizzato ad accedere ai luoghi vietati per ragioni lavorative fino alle 19.30, sicché risultava effettuato un corretto bilanciamento degli interessi. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della costituzione solo formale dell’amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il TAR ha valutato fumus boni iuris e periculum in mora e ha respinto la domanda di sospensione.

Massime di principio

  • La remissione della querela relativa a un episodio considerato dall’autorità di pubblica sicurezza non determina, di per sé, il venir meno dei presupposti di una misura di Daspo urbano, la quale ha natura spiccatamente preventiva e si fonda sulla valutazione del comportamento concretamente tenuto.
  • La valutazione della legittimità e della permanenza di una misura preventiva può basarsi su una pluralità di episodi e precedenti comportamentali; pertanto, la sopravvenuta irrilevanza o attenuazione di uno degli elementi considerati non impone necessariamente la revoca della misura quando residuino ulteriori elementi valutativi.
  • Nella fase cautelare, il periculum in mora può essere escluso o ridimensionato quando il provvedimento limitativo consenta comunque al destinatario di accedere ai luoghi interessati per comprovate esigenze lavorative, secondo fasce temporali determinate, poiché tale previsione esprime un bilanciamento tra esigenze preventive e interessi individuali.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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