Sentenza del 17/05/2018 n. 2249 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Iva -Regolarizzazione fatture a carico del cessionario - Onere probatorio - Dimostrazione irregolarità a carico dei fornitori - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'irrogazione di sanzioni IVA al cessionario per la mancata regolarizzazione di fatture, sulla base del presupposto che i cedenti avessero commesso un'evasione IVA. Il cessionario contestava la legittimità della pretesa, sostenendo che l'Amministrazione non avesse previamente accertato l'irregolarità fiscale dei fornitori né dimostrato la loro effettiva evasione.
La decisione
La contestazione del cessionario è stata accolta. È stato affermato che non possono essere irrogate sanzioni al cessionario per una presunta evasione IVA dei cedenti senza un preventivo accertamento nei confronti di questi ultimi. L'onere di dimostrare l'irregolarità delle operazioni e la responsabilità dei fornitori grava sull'Amministrazione finanziaria; tale dimostrazione non può essere sostituita da una presunzione o dal solo mancato assolvimento dell'obbligo di regolarizzazione da parte del cessionario.
Massime di principio
- Il cessionario non può essere sanzionato automaticamente per l'eventuale evasione IVA commessa dal cedente.
- Prima di contestare al cessionario la mancata regolarizzazione delle fatture, l'Amministrazione deve accertare e dimostrare l'effettiva irregolarità o evasione imputabile al fornitore.
- L'onere probatorio relativo all'irregolarità delle operazioni e alla responsabilità dei cedenti grava sull'Amministrazione finanziaria.
- In assenza di un preventivo e concreto accertamento nei confronti dei fornitori, la sanzione irrogata al cessionario può risultare illegittima.
- La responsabilità del cessionario deve essere valutata sulla base di fatti e prove specifiche, non sulla sola esistenza di un'omissione formale o di una presunta evasione altrui.
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