Cassazione Penale, Sentenza n. 19079/2023 del 05/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la decisione di rinvio della Corte d'appello che aveva confermato l'aumento di pena per la recidiva. Ha dedotto violazione di legge (art. 627 c.p.p.) e vizi motivazionali, sostenendo che il giudice di rinvio avesse reiterato l'errore già rilevato dalla Corte di cassazione (mancata motivazione circa l'idoneità dei precedenti a giustificare la recidiva) e non avesse individuato la relazione qualificata tra i precedenti e il reato per cui era stato condannato.
La decisione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e privo di specificità. Ha ritenuto che la Corte di appello, in sede di rinvio, abbia fornito una motivazione effettiva e non manifestamente illogica circa la sussistenza della recidiva (richiamando la condanna del 4/4/2014 irrevocabile nel quinquennio e le modalità di commissione del reato come indici di pericolosità). La Corte ha inoltre ricordato che la cassazione non può riesaminare i fatti in via autonoma quando la motivazione di merito è presente e non manifestamente viziata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 627 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione all'obbligo del giudice di rinvio di conformarsi al principio di diritto stabilito dalla Corte di cassazione; il mancato adeguamento motivazionale può giustificare censura, ma qui la Corte ha ritenuto che la motivazione sia stata resa in ossequio alla pronuncia di annullamento.
art. 99 cod. pen.
Indica i presupposti e i parametri per l'applicazione della recidiva (valutazione concreta della reiterazione come sintomo di maggiore colpevolezza e pericolosità considerando natura dei reati, distanza temporale, omogeneità, occasionalità, ecc.).
Sez. U., n. 35738 del 27/05/2010 (Calibè)
Principio consolidato secondo cui il giudice deve valutare in concreto la reiterazione delittuosa con riferimento a parametri individualizzanti (natura dei reati, tipo di devianza, grado di offensività, distanza temporale, omogeneità, occasionalità, ecc.).
Cass., Sez. 3, n. 19170 del 17/12/2014, Rv. 263464
Precisione giurisprudenziale che l'applicazione dell'aumento per recidiva è un potere discrezionale del giudice che richiede adeguata motivazione, con particolare riguardo all'idoneità della nuova condotta a rivelare maggiore capacità a delinquere.
Cass. sentenza n. 24582 del 2022 (sentenza rescindente)
Decisione che aveva annullato la precedente pronuncia di appello limitatamente alla recidiva per mancanza di motivazione, richiamando l'obbligo di fornire una motivazione adeguata sul punto; la Corte d'appello in rinvio ha poi esplicitato le ragioni richieste.
Massime di principio
- Se la cassazione annulla per mancanza di motivazione in punto recidiva, il giudice di rinvio deve fornire motivazione effettiva e individualizzata sui presupposti per l'aumento; la mera enunciazione formale dei precedenti non è sufficiente.
- La valutazione della recidiva richiede un giudizio concreto sui parametri indicati dall'art. 99 c.p. (natura dei reati, omogeneità, distanza temporale, occasionalità, modalità di commissione) e non può limitarsi al mero riscontro formale dei precedenti.
- In sede di ricorso per cassazione sono inammissibili le censure che chiedono una diversa valutazione dei fatti o delle prove quando la motivazione di merito non sia assente, manifestamente illogica o contraddittoria; la Corte non svolge un nuovo esame di merito.
- Un precedente giudicato con procedura ex art. 444 c.p.p. può concorrere alla recidiva se è irrevocabile e rientra nei termini temporali (es. quinquennio) rispetto al reato contestato.
- Per contrastare efficacemente un aumento per recidiva in cassazione occorre dedurre vizi di motivazione specifici (assenza, manifesta illogicità o contraddittorietà) e non una generica difformità di valutazione.
- Quando la Corte d'appello espone ragioni concrete (anche sintetiche) che ricondicono l'aumento di pena a elementi quali la personalità del reo, la gravità e le modalità del reato, tale motivazione può ritenersi adeguata e sottrarre la decisione al sindacato della cassazione.
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