Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18570/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma condanna per i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (capi A e B) e appropriazione indebita (capo E) sollevando quattro motivi: 1) vizio di procedibilità per mancanza di una valida querela, contestando la natura e il contenuto dell'atto del 16/11/2017; 2) insussistenza del dolo specifico previsto dall'art. 392 c.p. (l'imputato avrebbe agito in buona fede sulla base di un testamento che lo nominava legatario e non poteva avere la consapevolezza dell'esistenza di altri eredi), e critica degli indizi usati dai giudici di merito; 3) motivazione manifestamente illogica rispetto all'appropriazione indebita (assenza di spiegazione su come fosse stata realizzata l'interversione del possesso e sulla conoscenza dell'altruità dei beni mobili); 4) vizio nella subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale (€ 3.000) senza verifica della capacità economica del condannato, che aveva chiesto di essere escluso dall'adozione di tale condizione per essere beneficiario del patrocinio a spese dello Stato.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i primi tre motivi e accolto parzialmente il quarto. In particolare: - Confermata la correttezza della valutazione della Corte d'appello sulla sussistenza di una valida querela (ricavata dal complesso degli elementi: atto formalmente intitolato "verbale di ricezione di querela orale", richiesta di provvedimenti d'urgenza presentata ai Carabinieri, documentazione prodotta, costituzioni di parte civile successive), e quindi dichiarata procedibile l'azione per i reati a querela. - Respinta la censura sul dolo specifico dell'art. 392 c.p.: i giudici di merito avevano adeguatamente motivato, con plurimi indizi gravi, precisi e concordanti (contenuto del testamento, comunicazioni con il condominio, natura del legato, presenza di catenacci/lucchetti) la conoscenza da parte dell'imputato dell'esistenza di altri eredi e quindi la consapevolezza dell'arbitrarietà dell'azione. - Respinta la censura sull'appropriazione indebita: la Corte ha ritenuto sufficientemente provato sia la consapevolezza dell'altruità dei beni mobili (il legato riguardava solo l'immobile) sia l'interversione del possesso (incarico di trasloco e rimozione dei beni senza corrispettivo, consegna dei beni all'impresa). - Accolta la censura relativa alla condizione applicata alla sospensione condizionale della pena: la cassazione ha annullato la parte della sentenza che subordinava la sospensione al pagamento della provvisionale per mancata motivazione circa la capacità economica del condannato (nonostante la dedotta ammissione al gratuito patrocinio) e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo per nuovo giudizio su questo punto. Per il resto il ricorso è stato rigettato e la condanna (pena di un anno di reclusione e multa di € 700,00, con altre statuizioni accessorie/risarcitorie già disposte in primo e secondo grado) resta confermata.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Individua i motivi di ricorso per cassazione dedotti; la Corte applica tali lett. per esaminare rispettivamente errori di diritto e motivazione manifestamente illogica

  • art. 336 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della procedibilità per i reati perseguibili a querela: la Corte valorizza il contenuto sostanziale dell'atto e il principio del favor querelae

  • art. 529 cod. proc. pen.

    Richiamato nel primo motivo in ordine alla natura dell'atto introduttivo e alla sua valutazione; la Corte conferma che non sono richieste formule particolari per la querela

  • art. 392 cod. pen.

    Norma sull'esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose: richiede dolo generico e dolo specifico (intento di esercitare un preteso diritto nel ragionevole convincimento della sua legittimità); la Corte ribadisce che la convinzione putativa costituisce elemento costitutivo e che la conoscenza dell'altruità del bene può essere provata da indizi

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sull'appropriazione indebita: la Corte richiede prova dell'interversione del possesso e della consapevolezza dell'altruità dei beni nonché del fine di procurarsi un ingiusto profitto

  • art. 165 cod. pen.

    Regola la sospensione condizionale della pena; la Corte precisa che, se il giudice condiziona il beneficio al pagamento di una provvisionale, deve motivare sulla possibilità effettiva del condannato di adempiere, soprattutto quando emergano elementi (es. gratuito patrocinio) che pongono dubbi sulla capacità economica

  • art. 480 cod. civ.

    Richiamato rispetto al decorso della prescrizione per l'accettazione dell'eredità: la Corte sottolinea che i termini decorrono dall'apertura della successione (morte del de cuius)

  • art. 456 cod. civ.

    Richiamato insieme all'art. 480 per i principi sulla successione e i termini di prescrizione

  • art. 2935 cod. civ.

    Richiamato dal ricorrente in tema di decorrenza della prescrizione; la Corte valuta l'argomento nell'ambito della prova della conoscenza/reperibilità del titolo

  • sentenza Corte costituzionale n. 49/1975

    Richiamata per il principio che il giudice deve valutare la capacità economica del condannato quando condiziona la sospensione al risarcimento, per evitare trattamenti di sfavore in ragione delle condizioni economiche

Massime di principio

  • In reati perseguibili a querela, la volontà di punizione può essere desunta dal contenuto sostanziale dell'atto e dal contesto (presentazione ai pubblici ufficiali, richiesta di provvedimenti d'urgenza, produzione di documentazione, successiva costituzione di parte civile): non sono richieste formule rituali.
  • Per l'art. 392 c.p. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza), la buona fede o la convinzione putativa di titolarità del diritto non escludono automaticamente il reato: è centrale la prova della consapevolezza dell'altruità del diritto al momento del fatto, che può essere desunta da indizi concreti valutati nel loro insieme.
  • La mera esecuzione della condotta materiale (es. rimozione di serrature, catenacci, lucchetti) non prova automaticamente il dolo specifico, ma costituisce un elemento oggettivo rilevante che, insieme ad altri indizi, può legittimamente far ritenere la coscienza dell'illegittimità dell'azione.
  • Per l'appropriazione indebita è necessario provare l'interversione del possesso e la consapevolezza dell'altruità dei beni; la consegna o la rimozione dei beni tramite terzi senza corrispettivo è elemento probatorio significativo dell'azione "uti dominus".
  • Quando la sospensione condizionale della pena è subordinata al pagamento di somme (provvisionali o risarcimenti), il giudice deve motivare, anche sommariamente, sulla concreta capacità del condannato di adempiere, specialmente se risultano elementi quali l'ammissione al gratuito patrocinio o dichiarazioni di disoccupazione.
  • Le valutazioni di fatto e la ponderazione degli indizi sono riservate ai giudici del merito; la cassazione interviene se la motivazione è mancante, contraddittoria o illogica, ma non per dissensi sulla valutazione probatoria correttamente motivata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.