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Sentenza

Sentenza n. 11574/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento di diniego visto per motivi di lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia a Il Cairo.

Giustizia amministrativa202513782

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia al Cairo

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di visto fondato sulla revoca del nulla osta al lavoro subordinato precedentemente rilasciato dallo Sportello unico per l’immigrazione di Verbano-Cusio-Ossola. La revoca era stata disposta ai sensi dell’art. 22, comma 5 quinquies, del d.lgs. 286/1998, in ragione della mancata conferma della richiesta di nulla osta da parte del lavoratore. Il ricorrente non ha impugnato il provvedimento presupposto di revoca del nulla osta, indirizzando il ricorso esclusivamente contro il diniego di visto. Il Ministero ha eccepito l’inammissibilità per mancata impugnazione dell’atto presupposto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il diniego di visto, in assenza di un valido nulla osta rilasciato dallo Sportello unico per l’immigrazione, costituisce esito vincolato del procedimento. Poiché la revoca del nulla osta, presupposto necessario per il rilascio del visto, non era stata impugnata, l’annullamento del solo diniego non avrebbe procurato al ricorrente alcuna utilità concreta, permanendo l’efficacia della revoca. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità della vicenda e la complessità della normativa.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5 quinquies, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è richiamata quale base normativa della revoca del nulla osta al lavoro subordinato in ragione della mancata conferma della richiesta da parte del lavoratore.

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata all’esito della camera di consiglio, sentite le parti ai sensi della disposizione richiamata.

Massime di principio

  • Quando il rilascio di un visto per lavoro subordinato presuppone necessariamente un valido nulla osta rilasciato dallo Sportello unico per l’immigrazione, il diniego del visto costituisce esito vincolato in assenza di tale presupposto.
  • La mancata impugnazione dell’atto presupposto che ha revocato il nulla osta determina il difetto di interesse a impugnare autonomamente il successivo diniego di visto, se l’eventuale annullamento di quest’ultimo non produrrebbe alcuna utilità concreta e il nulla osta resterebbe comunque revocato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaGiurisdizione e ripartoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

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