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Sentenza

Sentenza n. 2703/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Pavia n. 249/2025 emessa e pubblicata in data 28.04.2025

Giustizia amministrativa202600187

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Pavia n. 249/2025, relativa al riconoscimento della carta docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno agito in ottemperanza deducendo che il Ministero dell'Istruzione e del Merito non aveva adempiuto alla sentenza del Tribunale di Pavia, notificata con richiesta di adempimento il 2 maggio 2025 e passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta docente per gli anni scolastici indicati per ciascun ricorrente. È stato dedotto il decorso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha accreditato le somme dovute sulla carta docente; i ricorrenti hanno quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha ritenuto procedibile il ricorso, poiché era decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996. Nel merito ha dichiarato cessata la materia del contendere, essendo intervenuto, dopo il deposito del ricorso, l'accredito delle somme dovute in esecuzione della sentenza del giudice ordinario. Il Ministero è stato comunque condannato alle spese in applicazione del principio della soccombenza virtuale, poiché il pagamento è intervenuto successivamente alla proposizione del ricorso e ha determinato il venir meno dell'interesse alla decisione sull'ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. La liquidazione è stata contenuta in ragione del limitato impegno richiesto da una controversia seriale relativa all'esecuzione di una sentenza sulla carta docente.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Fondamento dell'azione di ottemperanza proposta contro l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a una sentenza passata in giudicato.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso è stato ritenuto procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza da eseguire.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza contro una pubblica amministrazione è procedibile, in relazione a una sentenza di condanna pecuniaria, quando sia decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
  • L'adempimento dell'amministrazione intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio.
  • Quando l'amministrazione adempie soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico in base al principio della soccombenza virtuale.
  • Nelle controversie seriali aventi a oggetto l'esecuzione di pronunce sul riconoscimento della carta docente, la liquidazione delle spese può essere contenuta in considerazione del limitato impegno professionale richiesto dall'assenza di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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