Sentenza n. 1790/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento Quanto al ricorso n. 1462 del 2022: -dell’ordinanza sindacale n -OMISSIS- del 10.8.2022 del Comune di Corigliano-Rossano; Quanto al ricorso n. 440 del 2023: -dell’ordinanza contingibile e urgente n. -OMISSIS- del 22.2.2023 del Comune di Corigliano-Rossano, recante ordine di demolizione di manufatti insistenti sul -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza sindacale di sgombero dell’immobile del 10 agosto 2022 e successiva ordinanza contingibile e urgente del 22 febbraio 2023 che ne ha disposto la demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Con il ricorso n. 1462/2022 i soci della società titolare della proprietà superficiaria hanno impugnato l’ordinanza comunale del 10 agosto 2022 che disponeva lo sgombero dell’immobile. Con il ricorso n. 440/2023 il socio accomandatario e amministratore, anche in proprio, ha impugnato l’ordinanza del 22 febbraio 2023, adottata ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000, che intimava la demolizione dei manufatti. Le censure di quest’ultimo ricorso contestavano genericamente i presupposti normativi e la legittimità dell’intervento contingibile e urgente. I ricorrenti non hanno specificamente confutato, né mediante allegazioni tecniche né con perizie (salvo la produzione di fotografie), gli accertamenti comunali sul pericolo, sul degrado e sulle difformità e insanabilità delle opere.
La decisione
I giudizi sono stati riuniti perché relativi allo stesso immobile e a ordinanze adottate dal medesimo Comune. Il ricorso n. 1462/2022 è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse: il successivo ordine di demolizione ha superato, nella sua portata effettuale, il precedente ordine di sgombero. Il ricorso n. 440/2023 è stato respinto. Il TAR ha ritenuto adeguatamente motivata l’ordinanza di demolizione, fondata sulla necessità di intervenire urgentemente su opere di difficile rimozione in area demaniale marittima, sull’impossibilità di concludere positivamente il procedimento di incameramento e sulle condizioni di pericolosità e fatiscenza dei manufatti, oltre che sulle difformità dai titoli autorizzativi e sull’insanabilità delle opere. La relazione della Polizia Locale, all’esito del sopralluogo del 9 agosto 2022, aveva documentato rischi per l’incolumità, degrado ambientale e paesaggistico e problemi di sicurezza urbana; i ricorrenti non avevano fornito contestazioni specifiche idonee a contrastare tali risultanze. La natura demaniale dell’area risultava inoltre dai provvedimenti penali di dissequestro e restituzione dei beni al Demanio marittimo comunale. Il TAR ha infine affermato che spetta all’amministrazione decidere se destinare il bene demaniale alla fruizione collettiva o concederlo a privati e che un precedente affidamento non genera un’aspettativa giuridicamente tutelabile che impedisca una diversa destinazione. Spese compensate per la specificità della controversia e le ragioni della decisione.
Norme richiamate
art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000
L’ordinanza risulta, dunque, adeguatamente motivata con riferimento alla sussistenza di una situazione di pericolo concreto che impone di provvedere in via d’urgenza, con strumenti extra ordinem, per porre rimedio alla denunciata situazione di natura eccezionale ed imprevedibile di rischio per l'incolumità pubblica, la sicurezza urbana e il decoro cittadino.
Il potere contingibile e urgente è legittimamente esercitato quando la motivazione documenta una situazione concreta di pericolo, di carattere eccezionale e imprevedibile, che richiede un intervento urgente a tutela dell’incolumità pubblica, della sicurezza urbana e del decoro.
Massime di principio
- Il ricorso contro un ordine di sgombero diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando un successivo provvedimento di demolizione, avente a oggetto il medesimo immobile, ne supera la portata effettuale.
- Un’ordinanza contingibile e urgente è adeguatamente motivata quando espone il pericolo concreto per l’incolumità pubblica, la sicurezza urbana o il decoro e dà conto degli accertamenti che giustificano la necessità dell’intervento urgente.
- La contestazione generica dei presupposti dell’ordinanza non è sufficiente a smentire l’istruttoria amministrativa quando il destinatario non formula specifiche allegazioni o produzioni tecniche idonee a contrastarla.
- Spetta all’amministrazione stabilire se destinare un bene demaniale alla fruizione collettiva o concederlo in godimento a un privato; il precedente affidamento del bene non attribuisce al privato un’aspettativa giuridicamente tutelabile a conservarne la disponibilità.
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