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Sentenza

Sentenza n. 1136/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501549

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza passata in giudicato che imponeva al Comune di definire la situazione dei terreni illegittimamente occupati mediante accordo transattivo, restituzione e ripristino oppure acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I proprietari hanno proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 1025/2025, con la quale il TAR aveva ordinato al Comune di Angri di definire entro novanta giorni la situazione dei terreni illegittimamente occupati, scegliendo alternativamente tra la stipula di un accordo transattivo per il trasferimento negoziale della proprietà, la restituzione dei terreni previa riduzione in pristino e il pagamento delle indennità, oppure l'acquisizione autoritativa ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con corresponsione dell'indennizzo e del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima. Nonostante il passaggio in giudicato della sentenza e i rinvii concessi per consentire all'Amministrazione di definire il procedimento, il Comune non aveva adottato il provvedimento ex art. 42-bis, non aveva perfezionato la cessione volontaria, non aveva restituito i beni e non aveva risarcito il danno. La documentazione depositata dimostrava soltanto la prosecuzione di un procedimento ancora non concluso e non chiariva quale soluzione l'Amministrazione intendesse concretamente adottare.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che il Comune non aveva eseguito il giudicato né concluso il procedimento secondo una delle alternative vincolativamente indicate nella sentenza ottemperanda. Ha ordinato al Comune di concludere il procedimento entro novanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, se anteriore, mediante una delle modalità già stabilite nel giudicato. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Segretario comunale, attribuendogli il compito di provvedere in sostituzione dell'Ente entro i successivi novanta giorni, su semplice istanza dei ricorrenti, adottando gli atti necessari per l'acquisizione dei beni o per la loro restituzione, nonché determinando e corrispondendo gli indennizzi dovuti secondo i criteri indicati nella sentenza ottemperanda e nell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Il compenso del commissario è stato fissato in 1.200 euro, a carico del Comune qualora fosse necessaria l'attivazione. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 1.500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina l'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di ulteriore inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Costituisce una delle modalità attraverso cui l'Amministrazione può regolarizzare l'occupazione illegittima mediante acquisizione autoritativa del bene, con effetto ex nunc, corresponsione dell'indennizzo e risarcimento del danno da occupazione illegittima secondo i criteri richiamati dal giudicato.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato ordina all'Amministrazione di definire una situazione di occupazione illegittima scegliendo tra modalità alternative già individuate dal giudice, la mera prosecuzione del procedimento non costituisce esecuzione del giudicato se non conduce alla concreta adozione di una delle soluzioni prescritte entro il termine assegnato.
  • In sede di ottemperanza, il giudice può imporre all'Amministrazione un nuovo termine perentorio per concludere il procedimento secondo il contenuto conformativo del giudicato e può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta destinato a sostituirsi all'ente in caso di ulteriore inerzia.
  • Il commissario ad acta, subentrando all'Amministrazione inadempiente, deve esercitare il potere sostitutivo nel rispetto delle alternative, dei criteri di quantificazione degli indennizzi e degli ulteriori adempimenti stabiliti dalla sentenza ottemperanda.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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