Cassazione Penale, Sentenza n. 12245/2024 del 25/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato il riesame della custodia cautelare in carcere disposta dal Gip. La difesa contestava violazione di legge e vizio di motivazione: omissione di considerare circostanze obiettive e deduzioni difensive rilevanti ai fini della partecipazione al clan Abbinante ex art. 416-bis c.p.; travisamento di intercettazioni (negazione dell'uso di armi) e mancata valutazione di elementi quali la non percezione delle "mesate", la mancata partecipazione a summit e dichiarazioni di collaboratori che avrebbero smentito l'intraneità di Gelsomino. Si contestava inoltre l'insufficiente prova del ruolo specifico (affectio societatis e concreto inserimento nell'organizzazione) nonostante le accuse di gestione dello spaccio e di mediatore per ingenti quantitativi di stupefacenti.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sulla base delle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, ritenute precise e reciprocamente riscontrabili, e del quadro indiziario complessivo che attribuisce a Gelsomino un ruolo significativo nel traffico di stupefacenti per conto del clan Abbinante, nonché la possibile partecipazione al gruppo di fuoco. La Corte ha inoltre escluso che le carenze o le omissioni indicate dalla difesa incidano in modo decisivo sulla "prova di resistenza" del quadro indiziario; ha considerato neutre alcune intercettazioni e irrilevanti, da sole, le circostanze favorevoli al ricorrente. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Il Tribunale ha applicato i criteri di interpretazione della partecipazione ad associazione di tipo mafioso valutando l'affectio societatis tramite la somma di dichiarazioni di collaboratori e riscontri indiziari; è ammessa la cautela cautelare basata su gravi indizi derivanti da dichiarazioni di collaboratori se precise e incrociate.
art. 73 d.p.r. 309/90
Riferito come norma relativa all'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte conferma la possibilità di concorso tra associazione mafiosa e associazione finalizzata allo spaccio quando coesistono finalità e fatti collegati.
art. 74 d.p.r. 309/90
Richiamata in relazione ai reati connessi al traffico di stupefacenti; la Corte riconosce la compatibilità del concorso tra fattispecie d'arma mafiosa e reati previsti dal DPR 309/90.
Massime di principio
- Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, se sufficientemente precise e riscontrate anche tra loro, possono costituire base idonea per gravi indizi ai fini di misure cautelari, anche senza riscontri esterni esaustivi.
- Per impugnare con successo una misura cautelare fondata su più indizi, la difesa deve dimostrare come l'eliminazione o la confutazione degli elementi contestati determini l'insufficienza del quadro indiziario complessivo (ossia incidere sulla "prova di resistenza").
- Circostanze favorevoli al difensore, come la mancata partecipazione a ripartizioni economiche del clan o la non percepita partecipazione a summit, non sono di per sé sufficienti a escludere la partecipazione associativa se contrastano con più dichiarazioni coerenti di collaboratori e con altri elementi indiziari.
- Un'intercettazione che appare neutra o nella quale l'imputato nega determinate condotte non annulla automaticamente il valore delle dichiarazioni testimoniali se il complesso delle prove mantiene integrità indiziaria.
- Il ruolo specifico (es. broker di droga o componente di gruppo di fuoco) può essere ricostruito principalmente tramite dichiarazioni di persone con diretta conoscenza; la loro attendibilità e la precisione delle affermazioni sono decisive per l'accertamento dell'affectio societatis.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12167/2024 del 25/03/2024
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12168/2024 del 25/03/2024
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12169/2024 del 25/03/2024
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12170/2024 del 25/03/2024
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12171/2024 del 25/03/2024
- Sentenza penale · 25 mar 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 12172/2024 del 25/03/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →