Cassazione Civile, Sentenza n. 19635/2025 del 16/07/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Lazio che aveva confermato l'avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA anno 2007, contestando: 1) l'inammissibilità della costituzione in appello di Luca Pomponi (legale rappresentante della società) per non aver partecipato al primo grado; 2) la presunta illegittimità del p.v.c. redatto dalla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate per incompetenza; 3) la mancata esclusione dei ricavi correlati ai costi disconosciuti per fatture ritenute inesistenti e la non applicazione dell'art. 8 d.l. 16/2012 (convertito dalla legge 44/2012) con la relativa disciplina transitoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo e il terzo motivo e rigettato il secondo. In particolare: 1) ha ritenuto errata e contraddittoria la declaratoria di inammissibilità della costituzione di Luca Pomponi nella qualità di rappresentante della società (era chiaro che il giudizio riguardava la società); 2) ha dichiarato inammissibile e comunque infondato il motivo sulla incompetenza della Direzione regionale, confermando la legittimità, ex d.lgs. 300/1999 e regolamenti interni, dell'attività di verifica svolta dalle Direzioni regionali; 3) ha stabilito che l'art. 8 d.l. 16/2012 (conv. legge 44/2012) è ius superveniens applicabile al caso per effetto del comma 3 e che la CTR ha errato nel ritenere inapplicabile la norma: la questione della correlazione tra costi disconosciuti e ricavi da escludere è rinviata al giudice del merito per istruttoria. La sentenza impugnata è cassata e rinviata alla CTR Lazio in diversa composizione per nuovo esame; decisione sulle spese del giudizio di legittimità rimessa al giudice di rinvio.
Norme richiamate
art. 8 d.l. 16/2012 (conv. legge 44/2012) e art. 14 legge 537/1993 (art. 4-bis introdotto)
"Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano, in luogo di quanto disposto dal comma 4-bis dell'articolo 14 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, previgente, anche per fatti, atti o attività posti in essere prima dell'entrata in vigore degli stessi commi 1 e 2, ove più favorevoli, tenuto conto anche degli effetti in termini di imposte o maggiori imposte dovute, salvo che i provvedimenti emessi in base al citato comma 4-bis previgente non si siano resi definitivi."
La norma costituisce ius superveniens favorevole al contribuente e si applica anche a fatti anteriori se più favorevole, salvo che gli atti precedenti siano divenuti definitivi. L'art. 4‑bis stabilisce che i componenti positivi direttamente afferenti a spese per beni o servizi non effettivamente scambiati non concorrono alla formazione del reddito entro il limite del disconosciuto, richiedendo la verifica della correlazione costi-ricavi.
d.lgs. n. 300/1999 (art. 57, art. 61, art. 66)
Attribuisce alle Agenzie fiscali autonomia organizzativa e poteri di autorganizzazione; consente che, con regolamenti e provvedimenti interni, il Direttore dell'Agenzia determini l'articolazione delle competenze (anche di Direzioni regionali) e assegni competenze operative di verifica.
d.P.R. n. 633/1972 art. 52 e d.P.R. n. 600/1973 art. 33
Norme di rango generale che attribuiscono poteri di accesso, ispezione e verifica all'Agenzia delle Entrate nel suo complesso; giustificano l'esercizio di tali poteri anche sulla base dell'organizzazione interna dell'Agenzia.
art. 2380-bis e art. 2384 c.c.; art. 42 legge fallimentare
Richiamate in relazione alla rappresentanza e ai poteri del legale rappresentante e agli effetti del fallimento sulla capacità di agire; la Corte ha ritenuto che la costituzione in appello di Pomponi andasse interpretata come costituzione nella qualità di rappresentante della società e non come azione in proprio.
art. 360 c.p.c. (motivi di cassazione)
Base normativa per i motivi di cassazione dedotti (violazione di norme e falsa applicazione di legge) e per il sindacato di legittimità svolto dalla Corte di Cassazione.
Massime di principio
- La costituzione in appello di colui che agisce nella qualità di legale rappresentante della società non può essere dichiarata inammissibile se dall'atto emerge chiaramente che si tratta di rappresentanza societaria, anche se il rappresentante non aveva partecipato al primo grado e la società è nel frattempo fallita (salvo diverse preclusioni), essendo possibile l'impugnazione da parte del fallito in presenza di inerzia degli organi fallimentari.
- La competenza delle Direzioni regionali dell'Agenzia delle Entrate a svolgere attività di verifica e a redigere processi verbali è legittima alla luce dei poteri di autorganizzazione attribuiti all'Agenzia dal d.lgs. 300/1999 e dai regolamenti interni; contestazioni sulla presunta incompetenza devono essere sollevate tempestivamente e non per la prima volta in appello.
- L'art. 8 d.l. 16/2012 (conv. legge 44/2012) è applicabile come ius superveniens per fatti anteriori se più favorevole al contribuente, salvo che gli atti fondati sulle norme precedenti siano divenuti definitivi; pertanto, quando i costi sono disconosciuti per inesistenza delle operazioni, è necessaria una verifica della correlazione con i ricavi per valutare se tali ricavi debbano essere esclusi dalla tassazione.
- Nel processo tributario i motivi nuovi introdotti in memoria di appello sono inammissibili se non erano già dedotti nel ricorso introduttivo; l'oggetto del giudizio rimane delimitato dai motivi di impugnazione iniziali.
- Se la Corte di legittimità accerta errori di diritto, la controversia viene cassata e rinviata al giudice d'appello per la valutazione dei fatti (quaestio facti) in conformità dei principi di diritto enunciati.
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