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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13924/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di appello che ha assolto Balistreri dall'accusa di omicidio colposo stradale in concorso (per la morte di Carlo Ruvolo) sostenendo che i giudici di merito hanno omesso o valutato erroneamente prove decisive (dichiarazioni dei passeggeri del Range Rover), non hanno applicato correttamente le norme del Codice della strada (artt. 141 e 143 Cds), hanno dato motivazione contraddittoria o illogica rispetto alla dinamica dell'impatto e non hanno spiegato perché non fosse stato possibile adottare una condotta alternativa (spostamento a destra) che avrebbe evitato l'investimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la Corte d'Appello ha motivato in modo coerente l'esclusione della responsabilità colposa di Balistreri ritenendo inesigibile da parte sua la condotta alternativa di evitare l'impatto (spostamento verso destra). Le ragioni della Corte territoriale: repentina invasione di corsia da parte del veicolo guidato da Mazzola (che procedeva in stato di ebbrezza con tasso alcolemico elevato), condizioni notturne e scarsa illuminazione, presenza di un guard-rail a destra che limitava lo spazio di fuga e la distanza insufficiente per individuare e utilizzare lo slargo non delimitato posto circa venti metri prima del punto di impatto. Per tali motivi la manovra alternativa non poteva essere ritenuta concretamente esigibile. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese a favore di Balistreri liquidate in euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Regola i motivi di ricorso per cassazione: il vizio denunciato deve colpire la ratio decidendi. La Corte ha ritenuto che il ricorso non abbia affrontato specificamente la ratio della sentenza di merito (la valutazione dell'inesigibilità della condotta alternativa) e perciò sia inammissibile.

  • art. 141 Codice della strada

    Impiega il principio generale di conservare il controllo del veicolo e adattare la velocità alle circostanze. La Corte ha applicato tale principio distinguendo tra la misura oggettiva e soggettiva della colpa: l'obbligo di diligenza è modulato dalla concreta possibilità del conducente di conformarsi alla regola (esigibilità), valutando tempi di avvistamento, spazi di manovra e condizioni ambientali.

  • art. 143 Codice della strada

    Imposta l'obbligo di tenere la destra. La Corte ha ritenuto che l'omissione dello spostamento a destra non fosse imputabile a Balistreri perché la manovra alternativa non era concretamente esigibile dati il guard-rail, la scarsa visibilità, la rapidità dell'invasione di corsia e le condizioni oggettive cui si aggiungeva la condotta del terzo (Mazzola) in stato di ebbrezza.

  • art. 102 c.p.p. (riferimento procedurale)

    Richiamato in ordine alla sostituzione di difensore per delega orale; non incide sulle questioni di merito, ma rileva solo come dato processuale relativo alla rappresentanza in udienza.

Massime di principio

  • In caso di incidente provocato da un terzo la valutazione della responsabilità colposa del conducente coinvolto dipende non solo dalla violazione oggettiva della norma, ma soprattutto dall'esigibilità soggettiva della condotta alternativa (se era concretamente possibile evitarla).
  • La presenza di fattori quali stato di ebbrezza dell'altro conducente, elevata velocità di quest'ultimo, scarsa illuminazione, ostacoli laterali (es. guard-rail) e distanza ridotta influiscono sul giudizio di prevedibilità e tempestività della reazione: più elevata la repentinezza e più improbabile l'esigibilità di una manovra alternativa.
  • Le censure in cassazione devono attaccare la ratio decidendi: non è sufficiente ripetere i rilievi di merito (contraddittorietà, illogicità) senza confrontarsi con le ragioni con cui il giudice di merito ha motivato l'inesigibilità della condotta.
  • Le testimonianze che attestino la dinamica (ad es. invasione di corsia) sono rilevanti, ma non bastano da sole a ribaltare un accertamento che ha valutato l'impossibilità di adottare una condotta alternativa; è necessario dimostrare che la manovra alternativa fosse concretamente praticabile nelle condizioni date.
  • Nelle ricostruzioni stradali è strategico documentare e conservare elementi oggettivi (dati GPS/black box, misurazioni dei luoghi, illuminazione, presenza di guard-rail, distanze tra punti utili di fuga) che permettano di valutare i tempi di reazione e gli spazi di manovra per provare o confutare l'esigibilità della condotta.
  • Quando la pericolosità deriva dall'illegale condotta di un terzo (es. guida in stato di ebbrezza), la responsabilità del conducente che subisce lo scontro può essere esclusa se dimostrabile che l'evento si è sviluppato in modo così repentino da rendere impossibile una reazione diversa e efficace.

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