Sentenza n. 1646/2026 - Firenze, Sezione 1
per l’ottemperanza della Sentenza n. 130/2023 - RG n. 884/2022 – pubblicata il 24/03/2023, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Siena che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'esecuzione della sentenza n. 130/2023 del Tribunale di Siena, Sezione lavoro, notificata al Ministero e passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per quattro annualità e il Ministero era stato condannato a corrispondere l'importo nominale di euro 500,00 per ciascuna annualità, oltre interessi legali. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato e ha chiesto l'accreditamento degli importi dovuti. Il TAR ha rilevato che la sentenza era stata notificata ai fini esecutivi il 9 gennaio 2025, che il passaggio in giudicato risultava attestato dalla Cancelleria del Tribunale di Siena il 25 agosto 2025 e che era stato rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l'avvio dell'esecuzione. Il Ministero, ritualmente intimato, non si è costituito e non ha contestato l'inottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, ritenendo comprovati il titolo giudiziale definitivo, l'obbligo di pagamento e l'inadempimento dell'amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare immediata e integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Siena, accreditando mediante la Carta del docente euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, oltre agli interessi legali, entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l'ulteriore eventuale inottemperanza ha nominato il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, quale commissario ad acta, con termine di sessanta giorni per provvedere. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, da distrarsi in favore del difensore antistatario del ricorrente.
Norme richiamate
l. 107/2015
Costituisce il fondamento della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, il cui riconoscimento per le annualità indicate era stato disposto dal giudice del lavoro.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni
Il termine dilatorio per l'avvio dell'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche deve essere rispettato prima della proposizione del giudizio di ottemperanza; il TAR ne ha verificato l'osservanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il ricorrente dimostra l'esistenza di un titolo giudiziale passato in giudicato, la sua notificazione all'amministrazione e la persistente mancata esecuzione dell'obbligo conformativo o patrimoniale da esso derivante.
- Prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti di un'amministrazione pubblica deve essere rispettato il termine dilatorio previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996; il giudice dell'ottemperanza ne verifica l'osservanza.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine determinato e nominare, per l'eventuale ulteriore inerzia, un commissario ad acta con facoltà di delega.
- Nel giudizio di ottemperanza le spese seguono la soccombenza quando l'amministrazione, pur ritualmente intimata, non ha eseguito il giudicato e non ha contestato l'inadempimento.
Come è indicizzato
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