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Sentenza

Sentenza n. 16389/2026 - Roma, Sezione 3T

PER L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO COSTITUITO DALLA SENTENZA N. 9197/2025 EMESSA DAL TRIBUNALE DI ROMA, SEZIONE LAVORO, GIUDICE DOTT.SSA LA MARRA, RESA ALL’ESITO DEL GIUDIZIO DI CUI AL R.G. N. 9800/2025, PUBBLICATA IN DATA 23/09/2025, NOTIFICATA IN DATA 20/10/2025, PASSATA IN GIUDICATO.

Giustizia amministrativa202602514

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 9197/2025 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (lavoratrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 9197/2025 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata il 23 settembre 2025, notificata il 20 ottobre 2025 e passata in giudicato. Ha dedotto l’inadempimento del Ministero rispetto agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituitosi, non ha fornito chiarimenti o indicazioni sull’avvenuta o corretta esecuzione della sentenza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti dell’azione esecutiva: ha rilevato che l’ottemperanza di una sentenza del giudice ordinario del lavoro è circoscritta all’accertamento dell’omissione o dell’elusione del giudicato e non consente nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. In presenza dell’allegazione dell’inadempimento e in mancanza di chiarimenti del Ministero, ha ordinato a quest’ultimo di eseguire il titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale ministeriale competente, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli 90 giorni dalla scadenza del termine dato all’Amministrazione. Non ha disposto la penalità di mora, rilevando che essa potrà essere richiesta in caso di perdurante inottemperanza. Ha condannato il Ministero alle spese, liquidate in euro 800 oltre accessori di legge, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    ai sensi dell’art. 112, comma 2, del c.p.a., l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.

    L’azione di ottemperanza è esperibile per ottenere dalla pubblica amministrazione l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l’adempimento dell’obbligo di conformarsi al giudicato.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza avente a oggetto una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario pronunciata in funzione di giudice del lavoro ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo accerta l’esistenza di un comportamento omissivo o elusivo del titolo, senza svolgere nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Quando il ricorrente allega l’inadempimento del titolo giudiziale e l’amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sulla sua corretta esecuzione, il giudice può ordinare l’adempimento e fissare un termine, nominando sin dalla sentenza un commissario ad acta per l’eventuale persistente inerzia.
  • La penalità di mora non è disposta automaticamente insieme all’ordine di esecuzione: può essere richiesta e valutata in caso di perdurante inottemperanza oltre i termini assegnati.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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