Sentenza n. 9848/2026 - Roma, Sezione 2
per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio/inerzia serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad nel procedimento iniziato con istanza presentata dal ricorrente in data 01.08.2025 per richiedere il rilascio di visto d’ingresso per motivi di studio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di rilascio di visto d’ingresso per motivi di studio
Esito
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e dell’inerzia serbati dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza presentata il 1° agosto 2025 per ottenere un visto d’ingresso per motivi di studio.
La decisione
Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha depositato una memoria, in data 18 maggio 2026, con la quale ha dimostrato di avere accolto la richiesta del ricorrente di fissazione dell’appuntamento per il rilascio del visto, conformemente alla domanda oggetto del ricorso avverso il silenzio. Il TAR ha quindi ritenuto sussistenti i presupposti per dichiarare cessata la materia del contendere, non essendo più attuale la controversia sull’inerzia amministrativa. Le spese di lite sono state compensate, in ragione dell’esito del giudizio e dell’ingente numero di richieste di visto gravanti sull’Ambasciata.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio instaurato contro il silenzio dell’amministrazione, l’amministrazione adotti una condotta satisfattiva della pretesa azionata, rendendo non più attuale la controversia sull’inerzia.
- Quando l’amministrazione dimostra in giudizio di avere accolto la richiesta di fissazione dell’appuntamento funzionale al rilascio di un visto, la controversia avente a oggetto il silenzio serbato sull’istanza può essere dichiarata cessata, se la condotta amministrativa soddisfa la pretesa dedotta nel ricorso.
Come è indicizzato
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