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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5293/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I resistenti, ex componenti del CdA di Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, erano stati sanzionati da CONSOB (euro 50.000 ciascuno) per omissione di iniziative idonee a garantire una mappatura aggiornata degli strumenti e l'adeguatezza dei titoli di propria emissione (violazione art.21, comma 1, lett. a) TUF e art.40 Regolamento CONSOB n.16190/2007). La Corte d'appello di Firenze annullò la delibera sanzionatoria ritenendo che l'attività ispettiva fosse stata tardiva rispetto al termine di 180 giorni previsto dall'art.195 TUF, perché secondo quella corte gli elementi emersi già nel 2013-2014 avrebbero imposto l'avvio dell'istruttoria. CONSOB ha proposto ricorso per cassazione, denunciando tra l'altro errori di diritto nella valutazione della tempestività dell'accertamento e nella illegittima sindacabilità delle scelte istruttorie dell'Autorità da parte del giudice di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (nullità della motivazione) ma ha accolto il secondo e il terzo motivo relativi alla valutazione della tempestività dell'attività di indagine di CONSOB e alla corretta applicazione dell'art.195 TUF e della legge 689/1981. Per effetto di ciò la sentenza della Corte d'appello è stata cassata, in relazione ai motivi accolti, e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Firenze per un nuovo esame, con indicazione dei principi di diritto applicabili. Sono stati indicati principi in tema di momento dell'accertamento (momento in cui l'accertamento si e' potuto tradurre in accertamento definitivo, tenendo conto della complessità e della completezza dell'istruttoria), del divieto per il giudice di sindacare ex post l'opportunità delle indagini amministrative e della necessità di valutare ex ante l'eventuale superfluità di atti istruttori.

Norme richiamate

  • d.lgs. 58/1998 (TUF), art.21, comma 1, lett. a)

    Norma richiamata come contenuto della regola di comportamento contestata (adeguatezza/ correttezza nella prestazione di servizi di investimento e nella collocazione di strumenti finanziari).

  • d.lgs. 58/1998 (TUF), art.195, comma 1

    Stabilisce il termine decadenziale per la contestazione delle violazioni; la Corte afferma che il termine decorre dal momento in cui l'accertamento si e' tradotto o si sarebbe potuto tradurre in accertamento definitivo, tenendo conto della completezza dell'istruttoria.

  • Regolamento CONSOB n. 16190/2007, art.40

    Richiamato come normativa regolamentare rilevante rispetto agli obblighi di adeguatezza e mappatura degli strumenti emessi dalla banca.

  • Legge 24 novembre 1981 n. 689, art.14, commi 2 e 6

    Richiamata in relazione ai termini e alle garanzie procedimentali nelle sanzioni amministrative e alla valutazione della tempestività dell'azione amministrativa.

  • Codice di procedura civile, art.132, comma 2, n.4

    Citamato nel primo motivo relativo alla presunta nullità della motivazione; la Corte di Cassazione ricorda i limiti del sindacato sulla motivazione (solo vizi macroscopici, apparente, contraddittoria o assente).

  • Codice di procedura civile, art.115

    Richiamato dal ricorso incidentale ma assorbito; attiene alla valutazione del materiale probatorio e dell'apprezzamento delle prove da parte del giudice di merito.

  • Codice di procedura civile, art.360, n.5 (interpretazione delle Sezioni Unite)

    Le Sezioni Unite hanno delimitato il sindacato in cassazione sulla motivazione: censurabile solo l'anomalia motivazionale rilevante costituzionalmente (mancanza materiale e grafica, motivazione apparente, contraddittoria o incomprensibile).

Massime di principio

  • Il termine decadenziale per la contestazione di una violazione amministrativa decorre quando l'accertamento si e' potuto tradurre in accertamento definitivo, ossia normalmente solo al termine dell'attività istruttoria necessaria e non già al mero emergere di elementi preliminari.
  • Il giudice della giurisdizione non può sindacare ex post l'opportunità o la congruità delle scelte istruttorie compiute dall'autorità amministrativa; può solo verificare l'eventuale ingiustificata e protratta inerzia nell'esercizio del potere sanzionatorio.
  • La valutazione della superfluità di atti investigativi va fatta ex ante: il giudice deve rilevare che gli atti aggiuntivi erano manifestamente inutili rispetto a elementi gia certi, non basarsi su un giudizio prognostico ex post che valuti l'efficacia successiva degli atti.
  • Ragioni di economia procedimentale possono legittimare la raccolta di ulteriori elementi per includere più violazioni in unico provvedimento sanzionatorio; questo non costituisce di per sé violazione del termine decadenziale se l'istruttoria complessiva non era ancora completa.
  • In caso di contestazione di tardività, è decisivo individuare le date e il contenuto degli atti istruttori richiesti e acquisiti dall'autorità (richieste documentali, risposte della banca, ecc.), perché il termine inizia a decorrere dalla conoscenza compiuta e definitiva degli elementi rilevanti.
  • I vizi di motivazione della sentenza impugnata sono censurabili in cassazione solo se ricadono nelle categorie rigorose individuate dalla giurisprudenza (assenza materiale della motivazione, motivazione apparente, contraddittoria o incomprensibile).

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