Sentenza n. 1198/2026 - Lecce, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanze comunali del 27 maggio 2026, di sospensione immediata dell’attività commerciale, e del 10 giugno 2026, di chiusura della media struttura e decadenza dell’autorizzazione commerciale M2 n. 1/2025
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato le ordinanze con cui il Comune aveva dapprima sospeso l’attività e poi disposto la chiusura della media struttura non alimentare, dichiarando decaduta l’autorizzazione rilasciata il 24 novembre 2025. Il Comune aveva rilevato la mancanza dell’Autorizzazione unica ambientale e degli adempimenti antincendio, comprendenti il parere preventivo di conformità e la successiva SCIA. La ricorrente ha dedotto: contraddittorietà, lesione del legittimo affidamento e manifesta ingiustizia; difetto d’istruttoria e travisamento dei fatti; violazione delle garanzie partecipative e del contraddittorio procedimentale, nonché difetto d’istruttoria e di motivazione; sviamento, violazione dei principi di legalità e tipicità e violazione degli artt. 21-quater e 21-nonies l. 241/1990; violazione dell’art. 61, comma 3, l.r. Puglia n. 24/2015 e dell’art. 22, comma 6, d.lgs. n. 114/1998; violazione della disciplina sull’AUA e del d.lgs. n. 222/2016; violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e delle norme nazionali ed europee richiamate. Dopo che il Comune, il 27 luglio 2026, aveva rilasciato una nuova autorizzazione commerciale autonoma e l’attività era ripresa, la società ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure di illegittimità. Ha affermato che la parte ricorrente può disporre dell’azione e dichiarare la perdita d’interesse sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; in tale ipotesi il giudice, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, deve dichiarare l’improcedibilità. La nuova autorizzazione rilasciata dal Comune e la conseguente ripresa dell’attività costituivano l’utilità sopravvenuta indicata dalla ricorrente. Spese processuali irripetibili, considerate la peculiarità della vicenda e la mancata insistenza della ricorrente sulle spese.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Il Presidente di questa Sezione, a fronte delle dichiarazioni del difensore della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso nel merito, avendo conseguito l’utilità sperata, contenuta nella sopracitata nota di dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse depositata in giudizio in data 04.09.2026, ha dato avviso, ex art. 60 c.p.a., della possibilità di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata.
La disposizione consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata dopo l’avviso alle parti; nel caso concreto, il giudice l’ha utilizzata per definire il ricorso nella camera di consiglio fissata per la trattazione cautelare.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la parte ricorrente può dichiarare di avere perduto interesse alla decisione sino a quando la causa non sia trattenuta per la decisione; il giudice deve allora dichiarare l’improcedibilità, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
Come è indicizzato
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