Sentenza del 17/09/2015 n. 3927 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
PROCESSO TRIBUTARIO - Indagini bancarie - Accertamento con adesione - Richiesta contribuente - Mancato accoglimento - Assenza motivazione - Illegittima.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato il mancato accoglimento della richiesta di accertamento con adesione. L’Amministrazione finanziaria si era limitata a dichiarare genericamente di non concordare con le proposte formulate e di ritenere impossibile definire l’accertamento mediante adesione, senza indicare le ragioni concrete del diniego. La doglianza riguardava quindi la violazione dei principi di buona fede, collaborazione e trasparenza nel rapporto tra Amministrazione e contribuente, nonché l’insufficienza della motivazione.
La decisione
Il mancato accoglimento è stato ritenuto illegittimo perché privo di una motivazione specifica. L’Agenzia non può respingere la proposta di accertamento con adesione con una formula meramente generica, ma deve spiegare le ragioni concrete per cui non ritiene accoglibili le proposte del contribuente o non ritiene possibile raggiungere un accordo. La decisione valorizza l’obbligo di motivazione e i principi di buona fede e collaborazione nell’attività amministrativa tributaria.
Norme richiamate
Principi di buona fede e collaborazione tra Amministrazione finanziaria e contribuente
L’Amministrazione deve comportarsi in modo trasparente e collaborativo nei procedimenti di definizione concordata dell’accertamento; un diniego generico e non motivato non è sufficiente.
Obbligo di motivazione degli atti e dei provvedimenti tributari
Il rifiuto dell’accertamento con adesione deve indicare le ragioni effettive della mancata adesione. La formula secondo cui l’Ufficio non concorda con le proposte e ritiene impossibile raggiungere un accordo è, da sola, inidonea.
Accertamento con adesione
L’istituto richiede un confronto effettivo tra contribuente e Amministrazione. Pur non imponendo necessariamente all’Ufficio di accettare la proposta, impone che l’eventuale rifiuto sia specificamente motivato.
Massime di principio
- L’Amministrazione finanziaria può non accogliere una proposta di accertamento con adesione, ma deve motivare il diniego con riferimento agli elementi concreti del caso.
- Una motivazione stereotipata o meramente assertiva, priva di spiegazioni sulle ragioni del mancato accordo, può rendere illegittimo il rigetto.
- Il contribuente che contesta il diniego dovrebbe conservare la richiesta, le proposte formulate e la risposta dell’Ufficio, verificando se quest’ultima esponga motivi specifici e verificabili.
- Il principio di buona fede impone un dialogo effettivo: l’Amministrazione non è obbligata a raggiungere un accordo, ma non può sottrarsi al confronto senza fornire una motivazione adeguata.
- L’illegittimità del diniego non significa automaticamente che il contribuente abbia diritto all’adesione o alla riduzione dell’imposta; comporta principalmente la censurabilità del comportamento e della motivazione dell’Ufficio.
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