Cassazione Penale, Sentenza n. 46089/2023 del 15/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di rinvio della Corte d'appello di Perugia sostenendo: (1) mancanza e/o apparenza di motivazione sull'elemento oggettivo dell'induzione indebita mediante abuso della qualifica, perché la Corte non si sarebbe uniformata al principio indicato dalla Cassazione e le dichiarazioni delle persone offese non descriverebbero atti abusivi idonei ad indurre; (2) errata applicazione dell'art. 319-quater c.p.: la condotta consistente nel presentarsi in divisa e con auto di servizio non costituirebbe un facere idoneo a integrare abuso induttivo e il vantaggio asserito non sarebbe stato prospettato o conosciuto dall'agente; (3) carenza di motivazione circa l'idoneità e univocità degli atti integranti il tentativo di concussione (capo D), perché la Corte si sarebbe limitata a valorizzare espressioni verbali senza valutare il contesto e l'assenza di verbali di violazione successivi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e respinto i motivi. Ha ritenuto legittima la ricostruzione della Corte d'appello di Perugia che, in sede di rinvio, ha fornito un percorso argomentativo in parte diverso e arricchito rispetto a quello censurato e ha correttamente qualificato la condotta come induzione indebita mediante abuso della qualifica ai sensi dell'art. 319-quater c.p. La Corte ha valorizzato la ripetuta e protratta ostentazione della divisa e dell'auto di servizio, la persuasione, la suggestione e l'inganno ingenerati nei due fratelli Arcaini (che hanno fornito provviste indebite) e lo stato di soggezione da questi determinato; ha altresì ritenuto integrata la minaccia e l'effetto intimidatorio nei confronti della persona offesa Icaro (capo D) sulla base delle dichiarazioni e del contesto; ha inoltre richiamato la giurisprudenza di legittimità sulle distinzioni tra abuso costrittivo e abuso induttivo e sulla necessità di valutare congiuntamente elementi oggettivi e la percezione soggettiva della vittima. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 319-quater c.p.
La norma è stata interpretata come tutela del reato di induzione indebita mediante abuso della qualifica: integrazione del reato quando il pubblico ufficiale, abusando della propria posizione, con persuasione, suggestione o inganno induce qualcuno, consapevole dell'indebita pretesa, a dare o promettere denaro o altra utilità
art. 317 c.p.
Richiamato per distinguere la concussione (abuso costrittivo tramite violenza o minaccia che limita gravemente la libertà di autodeterminazione) dall'induzione indebita (abuso induttivo con pressione morale e maggiore spazio discrezionale della vittima)
art. 323-bis c.p.
Norma delle attenuanti generiche riconosciuta in precedenti gradi e presa in considerazione nella determinazione della pena
art. 616 c.p.p.
Predisposizione della condanna alle spese processuali in favore della parte resistente secondo il disposto di procedura penale
Sez. U. sent. n. 12228/2013 (Maldera) e giurisprudenza successiva (es. Nogherotto, Gatti)
Giurisprudenza interpretativa utilizzata per definire i confini tra abuso costrittivo e abuso induttivo, e per stabilire l'approccio oggettivistico congiunto alla valutazione della percezione soggettiva della vittima rispetto al vantaggio indebito e al danno
Massime di principio
- In caso di rinvio da parte della Corte di cassazione il giudice di rinvio può proporre un percorso motivazionale in parte diverso e arricchito senza violare l'obbligo di uniformarsi al principio di diritto, purché l'argomentazione sia congrua e non viziata
- La distinzione tra concussione (abuso costrittivo) e induzione indebita (abuso induttivo) si fonda sulla diversa intensità della limitazione della libertà di autodeterminazione della vittima: minaccia/violenza per la concussione; persuasione/suggestione/inganno per l'induzione
- L'"abuso della qualifica" può consistere non solo in atti formali dell'ufficio ma anche nella strumentalizzazione della posizione pubblica (es. ostentazione di divisa e auto di servizio) se tale condotta è idonea a creare persuasione, suggestione o timore nella vittima
- Per integrare l'elemento del vantaggio indebito non è sufficiente un'analisi puramente oggettiva: occorre valutare anche la percezione soggettiva del destinatario delle sollecitazioni, in modo da verificare che la pressione abbia effettivamente prodotto acquiescenza finalizzata a un tornaconto
- La mera presenza del pubblico ufficiale in divisa o di un comportamento arrogante non è automaticamente sufficiente per la condanna; è necessaria una valutazione complessiva che consideri la ripetizione, il contesto, gli effetti sulle vittime e gli atti concreti di induzione o minaccia
- Nel giudizio sull'"idoneità e univocità" degli atti minatori (tentativo di concussione) occorre collegare le espressioni minacciose al contesto e alle immediate conseguenze (stato di turbamento della vittima, comportamento successivo), non limitandosi alle sole parole
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45916/2023 del 15/11/2023
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45917/2023 del 15/11/2023
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45918/2023 del 15/11/2023
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45919/2023 del 15/11/2023
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45920/2023 del 15/11/2023
- Sentenza penale · 15 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 45921/2023 del 15/11/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →