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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05990/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la responsabilità e il trattamento sanzionatorio. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizi della motivazione in relazione al giudizio di responsabilità, prospettando per la prima volta anche un travisamento della prova (asserita utilizzazione di un'informazione inesistente o omessa valutazione di una prova decisiva), censura ritenuta non proponibile in sede di legittimità in presenza di doppia conforme. Con il secondo motivo ha contestato la sussistenza della recidiva e, in via collegata, il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; il ricorso sosteneva che la motivazione di merito fosse insufficiente o illogica. Con il terzo motivo ha lamentato vizio di omessa motivazione sulla misura dell'aumento di pena applicato per la continuazione fra reati, deducendo un difetto di specifica giustificazione degli incrementi sanzionatori.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non scrutinabile il primo motivo perché il travisamento della prova non può essere dedotto per la prima volta in legittimità in presenza di doppia conforme; ha reputato il secondo motivo non consentito e comunque manifestamente infondato, osservando che la Corte territoriale aveva correttamente valutato la recidiva alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p. e aveva motivato il diniego delle attenuanti generiche con riferimento all'indole violenta del ricorrente e agli elementi ritenuti decisivi; ha infine ritenuto manifestamente infondato il terzo motivo, poiché in tema di continuazione il giudice deve motivare distintamente gli aumenti per i reati satellite, ma nel caso di specie tale onere era stato implicitamente assolto in presenza di reati omogenei e di un aumento minimo, tale da consentire il controllo della proporzione della pena. Ha quindi condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62 bis c.p.

    richiamato in relazione alla richiesta di attenuanti generiche, il cui diniego è stato ritenuto congruamente motivato dal giudice di merito

  • art. 133 c.p.

    usato come criterio per la valutazione concreta della recidiva, mediante esame del rapporto tra fatto contestato e precedenti condanne

  • art. 81 c.p.

    richiamato per affermare che gli aumenti per continuazione devono rispettare i limiti di legge e non possono tradursi surrettiziamente in un cumulo materiale di pene

Massime di principio

  • In presenza di doppia conforme, il travisamento della prova non può essere dedotto per la prima volta in cassazione quando ciò comporti un indebito ampliamento del thema decidendum rispetto a quanto devoluto al giudice di appello.
  • La recidiva non può essere valutata in modo automatico sulla sola base della gravità del fatto o del tempo trascorso, ma richiede un apprezzamento in concreto, alla luce dell'art. 133 c.p., del rapporto tra il nuovo reato e i precedenti penali, per verificare se questi siano indicativi di una persistente inclinazione a delinquere.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiami gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti; non è necessario confutare analiticamente tutti gli argomenti favorevoli dedotti dalla difesa.
  • In tema di reato continuato, la pena complessiva deve essere costruita individuando il reato più grave, stabilendo la pena base e motivando gli aumenti per i reati satellite; il grado di specificità della motivazione varia in relazione all'entità degli aumenti e deve consentire il controllo del rispetto del rapporto di proporzione e dei limiti dell'art. 81 c.p.
  • Un aumento minimo di pena per reati omogenei può integrare una motivazione sufficiente sugli aumenti per continuazione, quando dal complesso della decisione risulti comunque verificabile la correttezza del trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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