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Ordinanza

Ordinanza n. 282/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600257

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e, con motivi aggiunti, archiviazione per manifesta inammissibilità dell’istanza di rinnovo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, e ha proposto motivi aggiunti contro il successivo provvedimento della Questura di archiviazione per manifesta inammissibilità dell’istanza di rinnovo. Il TAR ha valutato, in sede cautelare, la dedotta illegittimità degli atti alla luce della permanenza di efficacia della revoca e della disciplina dell’art. 5, comma 9, del testo unico sull’immigrazione, ritenendo rilevante la questione se l’Amministrazione potesse individuare d’ufficio i presupposti per un titolo di soggiorno diverso da quello richiesto senza una specifica istanza di parte e senza la documentazione necessaria.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare, ritenendo insussistenti sufficienti elementi di fondatezza, con riserva del più approfondito esame nella fase di merito. In particolare, ha ritenuto che, a fronte di una revoca del permesso di soggiorno ancora valida ed efficace, anche in ragione di una precedente ordinanza cautelare, il rigetto dell’istanza di rinnovo si configuri come atto dovuto. Ha inoltre aderito, richiamando Consiglio di Stato, Sez. III, 10 febbraio 2026, n. 1048, alla tesi secondo cui l’Amministrazione non può riconoscere d’ufficio un diverso titolo di soggiorno in assenza di una specifica istanza dell’interessato, corredata dalla documentazione idonea a dimostrare i relativi presupposti; grava quindi sull’istante l’onere di allegare e provare i requisiti del titolo richiesto. Il profilo del periculum in mora è stato ritenuto assorbito. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998

    "L’Amministrazione non può d’ufficio ritenere sussistenti i presupposti per un titolo di soggiorno diverso da quello richiesto, in difetto di una specifica istanza di parte, corredata dalla documentazione necessaria a dimostrare la sussistenza dei presupposti del titolo invocato"

    La disposizione richiede una specifica istanza dell’interessato, corredata dalla documentazione necessaria, affinché possa essere valutato il rilascio di un titolo di soggiorno diverso da quello richiesto; l’Amministrazione non può procedere d’ufficio e l’istante deve allegare e provare i relativi requisiti.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, sulla quale il TAR ha pronunciato respingendo l’istanza di sospensione.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno è valido ed efficace, il rigetto dell’istanza di rinnovo del medesimo titolo si configura come atto dovuto, salvo l’esito del successivo giudizio di merito sulla legittimità della revoca.
  • L’Amministrazione non può individuare d’ufficio i presupposti per il rilascio di un titolo di soggiorno diverso da quello richiesto: è necessaria una specifica istanza dell’interessato, corredata dalla documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle condizioni previste per il titolo invocato.
  • Nel procedimento relativo al rilascio di un diverso titolo di soggiorno, spetta al richiedente allegare i requisiti e dimostrare documentalmente la sussistenza delle condizioni richieste dalla legge.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieRinnovo e requisito reddituale
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

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