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Sentenza

Sentenza n. 5571/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento di reiezione di concessione di visto per lavoro subordinato datato 1° Agosto 2025, emesso dal Consolato Generale d’Italia in Marocco - Casabanca.

Giustizia amministrativa202514672

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione del visto d’ingresso per lavoro subordinato, adottato dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato richiesto per il fratello, cittadino marocchino, con il quale intendeva instaurare un rapporto di lavoro. L’Amministrazione ha eccepito il difetto di legittimazione attiva, sostenendo che il diniego incide direttamente sulla posizione del lavoratore straniero richiedente il visto e non su quella del datore di lavoro. Il ricorrente aveva inoltre prospettato, secondo quanto emerge dalla sentenza, questioni attinenti alla valutazione del rischio migratorio connesso al rapporto di parentela tra datore di lavoro e lavoratore; tali profili di merito non sono stati esaminati. Il ricorrente aveva richiamato un precedente relativo all’impugnazione, da parte del lavoratore straniero, del diniego di nulla osta, ma il Collegio lo ha ritenuto non pertinente rispetto alla diversa fattispecie del diniego del visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva. Ha ritenuto che il titolare dell’autorizzazione ad assumere uno straniero con contratto di lavoro subordinato non sia legittimato a impugnare il diniego del visto d’ingresso, poiché la funzione tipica del visto è consentire al richiedente straniero l’ingresso nel territorio nazionale, ingresso altrimenti precluso. La lesione diretta riguarda quindi il lavoratore straniero richiedente il visto. Non è configurabile, in tale situazione, una sostituzione processuale ai sensi dell’art. 81 c.p.a. Il precedente invocato dal ricorrente, riguardante il diniego di nulla osta impugnato dal lavoratore straniero, è stato ritenuto riferibile a una fattispecie diversa. Il giudice non ha esaminato il merito, compresa la valutazione del rischio migratorio connesso al rapporto di parentela. Il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.a.

    La sostituzione processuale è ammessa solo nei casi previsti dalla legge; non consente al datore di lavoro di impugnare, in luogo del lavoratore straniero, il diniego del visto d’ingresso.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti nella camera di consiglio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il datore di lavoro che abbia ottenuto o disponga dell’autorizzazione ad assumere un lavoratore straniero non è legittimato a impugnare il diniego del visto d’ingresso richiesto dal lavoratore, perché la lesione diretta derivante dal diniego riguarda la posizione del richiedente straniero, al quale viene impedito l’ingresso nel territorio nazionale.
  • In assenza di una specifica previsione di legge, il datore di lavoro non può agire in giudizio in sostituzione processuale del lavoratore straniero per contestare il diniego del visto d’ingresso ai sensi dell’art. 81 c.p.a.
  • La legittimazione a impugnare un provvedimento di diniego del visto d’ingresso va individuata in capo al richiedente straniero direttamente inciso dal provvedimento, non in capo al soggetto che intenda instaurare con lui un rapporto di lavoro.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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