Sentenza del 18/12/2019 n. 33578 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'avviso di accertamento ICI relativo al 2009, sostenendo che i terreni fossero agricoli e non edificabili. Ha contestato, tra l'altro, la motivazione dell'accertamento, l'efficacia della delibera di adozione del PRG dopo l'annullamento della relativa delibera di approvazione da parte del TAR, la determinazione del valore venale delle aree e il mancato annullamento delle sanzioni. In Cassazione ha dedotto quattro motivi: errata interpretazione della normativa urbanistica regionale, violazione dei criteri di determinazione della base imponibile ICI, omessa valutazione della questione relativa alle sanzioni e omesso esame della perizia di parte sul valore dei terreni.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che l'annullamento della delibera di approvazione del PRG non avesse automaticamente travolto la precedente delibera di adozione, poiché si tratta di atti distinti e autonomi. Ai fini ICI, l'inserimento dei terreni nel piano adottato era sufficiente a conferire loro natura edificabile e a determinare un incremento di valore, anche senza l'approvazione definitiva dello strumento urbanistico. È stata inoltre ritenuta legittima la determinazione del valore venale comunale per zone omogenee, fondata sulla relazione dell'Agenzia del Territorio, non adeguatamente contrastata dal contribuente. Le doglianze sulle sanzioni e sulla perizia sono state dichiarate inammissibili. P.G. è stato condannato al pagamento di 1.400 euro di spese processuali, oltre al rimborso forfettario del 15%, agli accessori di legge e all'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5
La base imponibile ICI delle aree edificabili è determinata in relazione al valore venale in comune commercio, considerando gli elementi rilevanti per il valore del terreno.
D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, comma 1, lett. g)
Consente agli enti locali di determinare periodicamente, per zone omogenee, i valori venali delle aree fabbricabili. Le relative delibere costituiscono presunzioni semplici e supporti razionali per l'accertamento, superabili dal contribuente con prova contraria.
D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 52
Rileva per l'approvazione dei regolamenti comunali e costituisce il riferimento normativo per gli atti comunali di determinazione dei valori delle aree edificabili.
L.R. Abruzzo n. 18 del 1983, artt. 10 e 11
Le procedure di adozione e approvazione dello strumento urbanistico sono distinte e producono atti autonomi; l'annullamento dell'approvazione non comporta automaticamente l'annullamento dell'adozione, se i vizi riguardano soltanto la fase successiva.
D.Lgs. n. 152 del 2006, artt. 4 e seguenti
La mancata VAS o verifica di assoggettabilità, quando necessaria prima dell'approvazione dello strumento urbanistico, può determinare l'illegittimità dell'approvazione senza necessariamente incidere sulla precedente adozione.
L.R. Abruzzo n. 28 del 2011, art. 5
La mancata integrazione dello strumento urbanistico con gli studi di microzonizzazione sismica prima dell'approvazione costituisce un vizio della fase di approvazione, non necessariamente della delibera di adozione.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5
L'omesso esame rilevante in Cassazione riguarda un fatto storico decisivo discusso tra le parti, non la mancata considerazione di ogni singolo elemento istruttorio, come una perizia, quando il fatto sia stato comunque esaminato.
Codice di procedura civile, art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002
In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente è tenuto al versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione.
Massime di principio
- Ai fini dell'imposizione sulle aree edificabili, l'inserimento del terreno in uno strumento urbanistico adottato può essere sufficiente a qualificare l'area come edificabile, anche se l'approvazione definitiva non è ancora intervenuta.
- L'annullamento giudiziale dell'approvazione di un piano urbanistico non travolge automaticamente la sua adozione: occorre verificare la natura dei vizi accertati e se essi riguardino la sola fase di approvazione o l'intero procedimento.
- Le delibere comunali che fissano valori venali per zone omogenee possono costituire una base presuntiva adeguata per l'accertamento tributario; il contribuente deve fornire una prova concreta e motivata del minor valore dell'area.
- Una perizia di parte generica, priva di adeguata motivazione sulle cause della riduzione di valore, può non essere sufficiente a superare la stima comunale o quella dell'Agenzia del Territorio.
- Le questioni relative a sanzioni e altri motivi di impugnazione devono essere dedotte tempestivamente nei gradi di merito; non possono essere introdotte per la prima volta in Cassazione.
- Il motivo di ricorso per omesso esame non consente di ottenere una nuova valutazione complessiva delle prove, ma richiede l'individuazione di un fatto storico decisivo completamente ignorato dal giudice.
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