Cassazione Penale, Sentenza n. 21535/2023 del 19/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto la doglianza ammissibile ma ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, maturata il 26 gennaio 2022, annullando senza rinvio la sentenza impugnata. Pertanto non si è pronunciata nel merito sul riconoscimento della causa di non punibilità invocata dall'appellante.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per Cassazione proposto da JAMATTE Soufiane avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva confermato la condanna del Tribunale di Modena per il reato previsto dall'art. 6, comma 3, del D.lgs. 286/1998. Il ricorrente deduceva violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.
Norme richiamate
D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 6, comma 3
La norma disciplinante il reato contestato: Tribunale e Corte d'Appello avevano ritenuto integrata la fattispecie. La Cassazione non ha approfondito il merito della responsabilità personale in quanto ha disposto l'annullamento per prescrizione.
Codice penale, art. 131-bis
Il ricorrente invocava la causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis (\"tenuità del fatto\"). Il Collegio ha ritenuto la doglianza ammissibile ma, constatata l'estinzione del reato per prescrizione, non si è pronunciato sul riconoscimento di tale causa di non punibilità.
Massime di principio
- La prescrizione può estinguere il reato anche dopo la pronuncia di condanna in grado di merito; se matura prima della decisione della Cassazione, il giudice di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato.
- Quando si invoca l'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto), è necessario che siano documentati e dimostrabili i requisiti soggettivi e oggettivi (scarso allarme sociale, limitata offensività della condotta, assenza di pericolosità sociale) perché il giudice li valuti concretamente.
- Se esiste il rischio che la prescrizione maturi durante il processo, il difensore deve calcolarne i termini e prospettare tempestivamente la questione al giudice: il corso del processo, eventuali interruzioni o sospensioni e attività esecutive possono incidere sui termini prescrizionali.
- La dichiarazione di estinzione per prescrizione decide la controversia sul piano sostanziale in favore dell'imputato senza che il giudice debba entrare nel merito delle censure sulla responsabilità o su cause di non punibilità invocate.
- In casi analoghi, se l'obiettivo del ricorrente è ottenere l'annullamento della condanna, va valutata sia la via sostanziale (dimostrare i requisiti di art. 131-bis) sia la via processuale (verificare se e quando matura la prescrizione) e scegliere la strategia difensiva più vantaggiosa.
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