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Sentenza

Sentenza n. 430/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501497

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: foglio di via obbligatorio con ordine di lasciare il Comune di Padova entro 48 ore e divieto di ritorno per quattro anni senza preventiva autorizzazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore deducendo la violazione degli artt. 1 e 2 del d.lgs. 159/2011 e l'eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione e travisamento dei fatti. Ha contestato la sussistenza dei presupposti della misura, sostenendo che il provvedimento si fondasse su elementi errati o infondati. In particolare, ha negato i pregiudizi di polizia, si è dichiarato incensurato e ha dedotto di essere titolare di un permesso di soggiorno dal 2023, di avere stabile dimora in altro Comune della provincia e di svolgere attività lavorativa lecita presso un'impresa edile. Ha inoltre sostenuto che la richiesta di archiviazione del procedimento penale per particolare tenuità del fatto avrebbe fatto venir meno il presupposto motivazionale della misura. Il ricorrente ha infine proposto reclamo contro il rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato per asserita insussistenza del requisito reddituale.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ritenendo il ricorso manifestamente infondato e il quadro istruttorio completo. Ha affermato che il foglio di via obbligatorio è una misura di prevenzione finalizzata a prevenire reati e tutelare la sicurezza pubblica; non richiede la prova di un reato già commesso, ma un giudizio prognostico sulla pericolosità sociale, fondato su elementi concreti e circostanziati. Nel caso concreto, il Questore aveva correttamente valorizzato il fatto che il ricorrente fosse stato individuato mentre spacciava hashish nei pressi della stazione ferroviaria di Padova, in una zona caratterizzata da intensi traffici delittuosi, nonché l'assenza di plausibili ragioni lecite della sua stabile presenza nel Comune. La condotta di spaccio è stata ritenuta rilevante anche se il procedimento penale era stato archiviato per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., poiché i criteri propri della valutazione penale non incidono sul distinto giudizio amministrativo di pericolosità sociale. I pregiudizi di polizia ulteriori non sono stati considerati decisivi, essendo già sufficiente la condotta di spaccio denunciata e il contesto della presenza del ricorrente. Il permesso di soggiorno, la dimora in altro Comune e il rapporto di lavoro lecito non sono stati ritenuti idonei a escludere la pericolosità sociale, valutabile complessivamente. Il ricorso è stato quindi respinto; sono state compensate le spese. È stato inoltre confermato il rigetto dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 1 d.lgs. 159/2011

    Richiamato insieme all'art. 2 quale disciplina dei presupposti delle misure di prevenzione personali.

  • art. 2 d.lgs. 159/2011

    Il foglio di via obbligatorio è una misura di prevenzione fondata su un giudizio prognostico di pericolosità sociale, non sulla necessaria prova di un reato già commesso.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La condotta di spaccio di sostanze stupefacenti è stata valorizzata come elemento concreto e sintomatico della pericolosità sociale.

  • art. 131-bis c.p.

    L'archiviazione per particolare tenuità del fatto non impedisce di utilizzare la condotta accertata nel distinto giudizio amministrativo di pericolosità sociale.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando la causa è matura e il ricorso è manifestamente infondato, previo avviso alle parti.

  • art. 76, comma 3, d.lgs. 159/2011

    Richiamato nel provvedimento questorile quale conseguenza della trasgressione del divieto di ritorno.

Massime di principio

  • Il foglio di via obbligatorio può essere adottato sulla base di un giudizio prognostico di pericolosità sociale, senza che sia necessaria la prova definitiva dell'avvenuta commissione di un reato, purché il giudizio sia fondato su elementi concreti, circostanziati e sintomatici di una propensione criminosa.
  • Una condotta di spaccio di sostanze stupefacenti, accertata e denunciata dalle forze dell'ordine, può costituire elemento sufficiente a fondare il giudizio di pericolosità sociale richiesto per il foglio di via, anche quando il procedimento penale sia stato archiviato per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p.
  • La valutazione amministrativa di pericolosità sociale è autonoma rispetto alla valutazione penale: l'archiviazione per particolare tenuità del fatto non elimina la rilevanza della condotta materiale quale indice prognostico di possibili future condotte illecite.
  • La titolarità di un permesso di soggiorno, la dimora stabile in altro Comune e lo svolgimento di un'attività lavorativa lecita non escludono di per sé la pericolosità sociale, che deve essere apprezzata mediante una valutazione complessiva della condotta e del contesto di presenza nel territorio.
  • La motivazione del foglio di via è adeguata quando individua la condotta concreta ritenuta sintomatica della pericolosità, il contesto territoriale interessato da attività delittuose e l'assenza di plausibili ragioni lecite della presenza del destinatario, rendendo comprensibile la prognosi di reiterazione di condotte criminose.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaDecisione e riti speciali
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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