Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25905/2024 del 25/09/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Condominio impugnava l'ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa (euro 128,47) emessa dall'AMA/Roma Capitale per avere rinvenuto rifiuto organico nei contenitori condominiali destinati alla raccolta indifferenziata; l'ente lo aveva ritenuto obbligato in solido con il trasgressore ignoto. Il Condominio deduceva nullità del verbale e della determinazione per difetto di sottoscrizione, carenza di potere, motivazione e omessa convocazione, oltre a censurare la legittimità del potere sanzionatorio comunale e la configurabilità della solidarietà ex art.6 l.689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile ma infondato il ricorso. Ha ritenuto legittimo il potere del Comune di disciplinare la gestione dei rifiuti e di prevedere sanzioni nel regolamento comunale, alla luce del quadro normativo primario (in particolare il Codice dell'Ambiente, art.192 e connessi, e l'art.21 del d.lgs. 22/1997) e del richiamo all'art.7-bis d.lgs. 267/2000 che fissa un range sanzionatorio per le violazioni dei regolamenti comunali. Ha confermato la responsabilità solidale del Condominio, atteso che i contenitori erano collocati in aree di proprietà condominiale e la mancata identificazione dell'autore materiale non esonera il Condominio. Il ricorso è stato rigettato; le spese processuali sono state compensate tra le parti per la novità dell'orientamento; è stata rilevata la possibile obbligatorietà del versamento aggiuntivo del contributo unificato secondo la normativa vigente.

Norme richiamate

  • Regolamento Comunale della Gestione dei Rifiuti Urbani - Delibera Cons. Comunale n.105/2005

    art.14, comma 7; artt. 60, 62; art.65

    Il regolamento impone obblighi agli utenti e all'amministratore condominiale circa la custodia e l'uso dei contenitori e prevede sanzioni per il loro mancato rispetto. La Corte ha ritenuto che, nel quadro normativo primario, la previsione sanzionatoria regolamentare sia legittima entro il range fissato dalla normativa sovraordinata.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n.22 (c.d. Decreto Ronchi)

    art.21: "i Comuni disciplinano la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità, stabiliscono: ..."

    Attribuisce ai Comuni il potere di regolamentare la gestione dei rifiuti, fornendo la base primaria che legittima l'adozione di regolamenti comunali in materia.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152 (Codice dell'Ambiente)

    art.192 (abbandono e deposito incontrollato di rifiuti); art.182-bis; art.200; richiamo agli artt.255-256 per le sanzioni)

    Fornisce la disciplina primaria in materia ambientale e dei rifiuti; in particolare l'art.192 regola abbandono/deposito incontrollato e sanzioni, costituendo base normativa primaria che legittima l'intervento comunale e le misure di tutela ambientale.

  • D.Lgs. 18 agosto 2000, n.267 (Testo Unico Enti Locali)

    art.50 (poteri del Sindaco); art.7-bis (sanzioni per violazioni dei regolamenti comunali: da 25 a 500 euro)

    Consente al Sindaco e agli enti locali di adottare ordinanze e regolamenti nel rispetto della legalità sostanziale; l'art.7-bis fissa il range sanzionatorio residuale per le violazioni dei regolamenti comunali, cui i regolamenti comunali devono attenersi.

  • Legge 24 novembre 1981, n.689

    art.1 (principio di legalità per sanzioni amministrative)

    Stabilisce il principio di legalità anche per le sanzioni amministrative; la Corte ha richiamato la necessità che le sanzioni trovino fondamento in norme di fonte primaria e ha ricondotto la previsione regolamentare alla normativa ambientale primaria.

  • Codice di Procedura Civile

    artt. 221 e ss. c.p.c. (rimedi avverso atti a fede privilegiata)

    Richiamati in relazione all'argomento che il ricorrente non avrebbe esperito i rimedi previsti contro il verbale di accertamento, il che incide sull'apprezzamento probatorio e sull'efficacia del verbale stesso.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n.115 e Legge 24 dicembre 2012, n.228

    art.13 comma 1-quater D.P.R. n.115/02, introdotto dall'art.1 comma 17 legge n.228/12

    Regole sul contributo unificato in materia di impugnazioni: la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento del contributo unificato in caso di ricorso rigettato.

Massime di principio

  • I Comuni possono legittimamente adottare regolamenti sulla gestione dei rifiuti e prevedere sanzioni nei limiti fissati dalla normativa statale (cfr. art.21 d.lgs.22/1997, Codice dell'Ambiente e art.7-bis d.lgs.267/2000).
  • La previsione sanzionatoria in regolamenti comunali è compatibile con il principio di legalità se ricondotta e conformata a una norma primaria che legittimi l'intervento (es. Codice dell'Ambiente, art.192).
  • Il Condominio può essere ritenuto responsabile in solido per violazioni legate alla gestione dei contenitori posti su parti comuni, anche se l'autore materiale resta ignoto; la mancata identificazione dell'agente non esonera automaticamente il proprietario/condominio.
  • Per impugnare efficacemente un verbale/ordinanza ingiuntiva è importante esperire i rimedi processuali specifici (es. quelli contemplati dagli artt. 221 e ss. c.p.c. e le opposizioni previste dalla legge 689/1981) e contestare tempestivamente eventuali vizi formali sostanziali.
  • In caso di questioni giuridiche non pacificate la Corte può compensare le spese processuali, ma il ricorrente che perda il ricorso potrebbe essere tenuto a ulteriori versamenti (contributo unificato) previsti dalla normativa vigente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.