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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12841/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi sono diretti contro la conferma, da parte della Corte d'appello, delle condanne per bancarotta (fraudolenta patrimoniale e impropria) derivanti dalla gestione e dalle operazioni tra Ital Momet System s.r.l. e Strong Block s.r.l.: - Buttà: lamenta omissione di perizia grafologica sul presunto falso della sua firma al contratto dell'8/1/2008 e, più in generale, travisamento della prova e mancanza di dolo; sostiene di essere mero prestanome e di non aver partecipato alla gestione. - Strada: contesta la qualificazione come bancarotta fraudolenta (anziché semplice) per la stipula/gestione del rapporto con Strong Block e per l'omessa corresponsione di tributi/contributi; deduce errori nella valutazione del dolo, nella valutazione delle attenuanti e del trattamento sanzionatorio (anche alla luce di un accordo transattivo con la curatela). - Alessandro Giannini: contesta di essere stato amministratore di fatto e deduce che, al più, sussiste colpa non dolo; contesta anche il diniego delle attenuanti generiche. - Rossi: contesta travisamento della prova circa la sua qualifica (amministratore di diritto di Strong Block e/o amministratore di fatto di Ital Momet), la utilizzabilità di dichiarazioni rese al curatore fallimentare e la ricostruzione sulla retrocessione dell'azienda e sul conflitto d'interessi.

La decisione

La Corte di cassazione ha, in sintesi: - Dichiarato inammissibile il ricorso di Stefano Buttà e quello di Alessandro Giannini; condannati gli stessi al pagamento delle spese e di una somma in favore della Cassa delle ammende (e, per Giannini e Rossi, rifusione spese alla parte civile). - Rigettato il ricorso di Gianfranco Rossi (infondato) con condanna alle spese. - Parzialmente accolto il ricorso di Alberto Strada solo in ordine al trattamento sanzionatorio: la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio applicato a Strada e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame; per il resto il ricorso di Strada è stato dichiarato inammissibile. Motivazioni salienti della Cassazione: confermata la valida ricostruzione dei fatti dei giudici di merito circa il complessivo disegno societario (accordi con Strong Block, prosecuzione attività in perdita, omissioni contributive/tributarie) e la possibilità di ritenere responsabilità anche per omissione del liquidatore/amministratore quando la condotta omissiva contribuisce dolosamente o colposa al dissesto; ritenute inammissibili o generiche molte censure che tentavano una rivalutazione del materiale probatorio; ritenuto invece illogico il profilo motivazionale relativo alla valutazione delle condotte riparatorie di Strada e al correlato bilanciamento per la determinazione del trattamento sanzionatorio, motivo per cui è stato disposto annullamento parziale con rinvio.

Norme richiamate

  • r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare) - art. 216

    Disciplina le pene accessorie e gli effetti connessi alla bancarotta; utilizzata per conferire le misure accessorie e la loro durata (si discute sulla predeterminazione dei dieci anni)

  • r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare) - art. 219, comma 2, n.1

    Aggravante prevista per la bancarotta fraudolenta; applicata nel giudizio come aggravante ai fini della determinazione della pena

  • r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare) - art. 223

    Prevede la bancarotta fraudolenta impropria e le operazioni dolose (es. omissione sistematica di versamenti contributivi/tributari) come modalità integrative del reato

  • r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare) - artt. 217 e 224

    Riferiti alla bancarotta semplice e alle ipotesi di concorso di cause nell'aggravamento del dissesto; utilizzati dalle difese per chiedere riqualificazione del reato

  • codice penale - art. 40

    Principio della causalità e della responsabilità per omissione della persona che ha obbligo di impedire l'evento (richiamato per la posizione di garanzia degli amministratori/liquidatori)

  • codice penale - art. 110

    Concorso di persone nel reato; richiamato nel dibattito su chi abbia assunto ruoli decisivi nella condotta illecita

  • codice penale - art. 62-bis

    Disciplina la recidiva; richiamata nella valutazione della gravità e della capacità criminale degli imputati

  • codice penale - art. 114

    Circostanza attenuante (contributo di minima importanza) la cui applicabilità è discussa in relazione al ruolo e alla durata dell'inerzia del liquidatore

  • codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Motivi di cassazione relativi alla violazione di norme e alla motivazione; utilizzati per inquadrare i motivi di ricorso (mancanza di motivazione, travisamento della prova)

  • codice civile - art. 2558

    Regole sul subentro nei contratti con il trasferimento dell'azienda; valutata in relazione alla retrocessione del complesso aziendale e agli effetti sui crediti/debiti

  • codice civile - art. 2932 (richiamo interpretativo)

    Principio generale di responsabilità dell'amministratore: dovere di vigilanza e di impedire atti pregiudizievoli, richiamato a fondamento della responsabilità dei liquidatori

  • codice di procedura penale - art. 616, comma 1

    Prevede condanna alle spese processuali per ricorso inammissibile/infondato; applicata ai ricorrenti ritenuti soccombenti

  • codice di procedura penale - art. 541

    Rimborso spese alla parte civile nei confronti dei soccombenti; disposto per alcuni ricorrenti

  • codice penale - art. 133

    Criteri di determinazione della pena; richiamato in relazione alla possibilità di rinnovata valutazione del trattamento sanzionatorio per Strada

Massime di principio

  • Accettare formalmente la carica di amministratore/liquidatore può comportare responsabilità penale anche per omissioni: il semplice ruolo formale, se accompagnato da consapevolezza o da atteggiamento di 'prestanome' o da inazione protratta in un contesto dissestato, può integrare dolo eventuale o contributo causale al dissesto.
  • La stipula di rapporti contrattuali con società correlate che pongono l'azienda fallita a sostenere la maggior parte dei costi (e il terzo a ricevere i benefici) può costituire elemento decisivo per configurare bancarotta fraudolenta patrimoniale quando la condotta è idonea a dissipare risorse e a far sorgere passività rilevanti.
  • L'omissione sistematica nel versamento di tributi e contributi, se protratta e deliberata, può integrare bancarotta fraudolenta impropria anche se non è l'unica causa del dissesto: rileva l'aggravamento prevedibile e la scelta gestionale che determina incremento dei debiti verso erario/enti previdenziali.
  • In tema di prova, le censure che mirano a una diversa valutazione del materiale probatorio sono, di regola, inammissibili in Cassazione se non investono vizi formali o di motivazione macroscopici; la parte deve contrapporre argomentazioni specifiche e confrontarsi con le ragioni dei giudici di merito.
  • Le dichiarazioni raccolte in sede fallimentare possono essere utilizzate nel processo penale se il difensore dell'imputato non chiede l'esame del dichiarante in dibattimento; per evitare l'utilizzabilità, è quindi fondamentale esercitare tempestivamente il diritto al controesame.
  • Se si contesta l'autenticità di una firma decisiva, è importante attivarsi formalmente (disconoscimento, istanza di perizia o querela di falso ove necessario) nel corso del processo: la mancata azione può rendere meno efficaci le censure sulla paternità della sottoscrizione.
  • Per ottenere attenuanti o mitigazioni del trattamento sanzionatorio conviene documentare atti concreti di riparazione/resipiscenza (pagamenti, accordi transattivi efficaci), perché la loro assenza può giustificare il diniego delle attenuanti nonostante altre circostanze favorevoli.

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