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Sentenza

Sentenza n. 215/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 900/2024 emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione lavoro.

Giustizia amministrativa202500170

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi – Sezione lavoro, relativa al pagamento della retribuzione professionale docenti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inottemperanza dell'amministrazione scolastica al giudicato formatosi sulla sentenza n. 900/2024 del Tribunale di Palmi – Sezione lavoro. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente alla retribuzione professionale prevista dall'art. 7 del CCNL di settore per l'attività prestata negli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e aveva condannato il Ministero al pagamento dell'importo mensile lordo di euro 174,50 dall'1 marzo 2018, in proporzione all'attività effettivamente svolta. Nel corso del giudizio di ottemperanza, il TAR aveva richiesto chiarimenti documentati sull'esatta portata del giudicato e su eventuali fatti estintivi o modificativi. Successivamente, la ricorrente ha dichiarato che l'amministrazione aveva pagato quanto dovuto, chiedendo la cessazione della materia del contendere con condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha respinto la richiesta di dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la ricorrente si era limitata a una generica dichiarazione di avvenuta esecuzione, senza indicare puntualmente tempi e contenuti del pagamento, elementi particolarmente rilevanti alla luce dei dubbi interpretativi già evidenziati dal Tribunale sull'estensione del giudicato. Tuttavia, la dichiarazione è stata interpretata come manifestazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza accertamento dell'integrale soddisfacimento della pretesa. Le spese sono state integralmente compensate in ragione dell'andamento della lite e della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere presuppone l'accertamento dell'integrale soddisfacimento della pretesa azionata; una generica dichiarazione di avvenuta esecuzione, non supportata da puntuali indicazioni sui tempi e sui contenuti dell'adempimento, non è sufficiente.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    Quando la parte dichiara l'avvenuta esecuzione del giudicato e tale dichiarazione è valutabile come sopravvenuta carenza di interesse, pur senza consentire l'accertamento dell'integrale soddisfacimento della pretesa, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere nel giudizio di ottemperanza richiede la verifica dell'integrale soddisfacimento della pretesa; una dichiarazione generica di avvenuta esecuzione, priva di indicazioni puntuali sui tempi e sui contenuti dell'adempimento, non consente tale pronuncia.
  • La dichiarazione della parte di avere ricevuto quanto dovuto può essere interpretata dal giudice come sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e condurre all'improcedibilità del ricorso, anche quando non siano sufficientemente documentati l'esatto contenuto e la completezza dell'adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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