Cassazione Penale, Sentenza n. 11155/2024 del 18/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Sequestro probatorio di un orologio Rolex rinvenuto in disponibilità del ricorrente nell'ambito di indagini per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame, denunciando violazione dell'art. 253 c.p.p. e dell'art. 648 c.p. e carenza di motivazione. Si è contestato che il giudice del riesame abbia basato il sequestro su mere valutazioni congetturali (valore consistente del bene, presunta dedizione a reati contro il patrimonio, mancanza di giustificazione), senza individuare la tipologia del reato presupposto né fornire elementi concreti che colleghino l'orologio a una specifica provenienza delittuosa; inoltre si è rilevato che la documentazione sulla presunta lecita provenienza (fatture, numeri di serie) non è stata adeguatamente considerata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione dell'ordinanza impugnata carente e congetturale. Il Collegio ha affermato che, ai fini della legittimità del sequestro per ricettazione, è necessario individuare almeno la tipologia del reato presupposto e fornire un apparato argomentativo coerente e concreto che colleghi il bene alla provenienza delittuosa; non è sufficiente il richiamo al valore dell'oggetto o alla presunta personalità del soggetto. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Roma per un nuovo esame conforme ai principi indicati, lasciando al giudice di merito la possibilità di confermare o modificare l'esito.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen.
La Corte precisa che per configurare il fumus del reato di ricettazione è necessario individuare almeno la tipologia del reato presupposto da cui il bene deriverebbe; non basta l'accertamento del mero possesso dell'oggetto di valore.
art. 253 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente in ordine alla legittimità del sequestro e alla motivazione del provvedimento; la decisione sottolinea l'obbligo di motivazione adeguata e non congetturale per il sequestro probatorio.
art. 32 (competenza)
La Corte rimette il nuovo giudizio al Tribunale di Roma, indicandolo come competente ai sensi dell'art. 32 (criteri di competenza territoriale).
Massime di principio
- Il sequestro di beni per presunta ricettazione richiede l'indicazione, almeno nella tipologia, del reato presupposto: non è sufficiente una deduzione basata solo sul valore dell'oggetto o sulla condotta passata dell'indagato.
- La motivazione del provvedimento di sequestro deve esporre elementi concreti e coerenti che colleghino il bene alla provenienza delittuosa; la mera congettura determina l'annullamento in Cassazione.
- Il giudice deve valutare e motivare anche le produzioni difensive atte a provare la lecita provenienza (fatture, numeri di serie, registrazioni), non potendo semplicemente dichiararle inidonee senza adeguata considerazione.
- Lo standard probatorio per il fumus non richiede la prova completa, ma esige una probabilità qualificata e un apparato argomentativo non meramente postulativo.
- In caso di carenza motivazionale la Corte suprema può annullare e rinviare per un nuovo esame, lasciando al giudice di merito la discrezionalità di confermare o modificare la decisione purché adeguatamente motivata.
Testo integrale
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