Cassazione Penale, Sentenza n. 13645/2022 del 08/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente denunciava: (1) l'erronea celebrazione del giudizio di primo grado in sua assenza, dovuta alla notifica effettuata al domicilio eletto presso il difensore d'ufficio, ritenuta inidonea a garantire la conoscenza del procedimento; (2) la nullità della sentenza di primo grado per difetto di correlazione tra il fatto contestato (violazione dell'art. 699, comma, cod. pen.) e l'ipotesi di reato poi ritenuta in giudizio (porto ingiustificato di un coltello a serramanico, art. 4, comma 2, legge 110/1975).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo non manifestamente infondato, richiamando il principio di diritto (Sez. U. n. 23948/2019 Ismail) secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è di per sé sufficiente a presupporre la conoscenza del procedimento; occorre che il giudice verifichi l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la volontaria sottrazione. Tale verifica non è risultata effettuata; il vizio integra nullità assoluta, rilevabile anche in sede di legittimità. In conseguenza di ciò la Corte ha dichiarato, ai sensi dell'art. 129, comma 1, c.p.p., l'intervenuta prescrizione del reato per decorso del termine massimo quinquennale previsto dagli artt. 157 e 160 c.p., annullando senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
legge 18 aprile 1975, n. 110
Il porto ingiustificato di un coltello a serramanico è stato qualificato come contravvenzione ai sensi di tale norma; la sentenza di merito aveva ritenuto applicabile questa fattispecie.
codice penale
Il fatto concepito nella contestazione iniziale riguardava la violazione di questa disposizione; la corte d'appello aveva poi in realtà giudicato il reato con diversa qualificazione, sollevando contestazione di difetto di correlazione addebitata dal ricorrente.
codice penale
art. 157 e art. 160, ultimo comma
Norme che disciplinano i termini di prescrizione dei reati; la Corte ha ritenuto intervenuta la prescrizione per decorso del termine massimo quinquennale (anche computando gli effetti delle sospensioni), con estinzione del reato.
codice di procedura penale
Articolo richiamato per dichiarare l'intervenuta prescrizione del reato come effetto della nullità o della valutazione sul decorso dei termini, con conseguente annullamento senza rinvio.
giurisprudenza
Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail); Sez. 5, n. 37185 del 01/07/2019 (Della Torre)
Principio secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non basta a giustificare la dichiarazione di assenza: il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la volontaria sottrazione. La mancata verifica integra nullità assoluta rilevabile anche in Cassazione.
Massime di principio
- L'elezione di domicilio presso un difensore, specie se d'ufficio, non presuppone automaticamente che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o la volontaria sottrazione alla conoscenza.
- La mancata verifica dell'effettiva comunicazione al difensore domiciliatario costituisce vizio che può configurare nullità assoluta della celebrazione del processo o della sentenza, rilevabile anche per la prima volta in Cassazione.
- Se tale nullità emerge a distanza di tempo e il reato è già prescritto per decorso dei termini, la Corte può dichiarare l'estinzione del reato e annullare senza rinvio la sentenza impugnata.
- In situazioni analoghe, chi esercita la difesa dovrebbe assicurarsi che l'elezione di domicilio sia accompagnata da evidenze del rapporto con il difensore (contatti, incarichi formali) o richiedere espressa verifica in udienza; il giudice deve documentare la verifica della conoscenza o della volontaria sottrazione.
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